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E!state liberi, la memoria che diventa impegno

Scritto da on 11 febbraio 2014 – 10:10nessun commento

1811. Sono tanti in Calabria i beni confiscati alla mafia. Che una legge del 1996 vuole siano affidati ad Associazioni, Cooperative o agli enti locali perché vengano restituiti alla collettività. E’ un compito che  l’Associazione Libera svolge da anni con l’intento di creare una rete tra istituzioni, organizzazioni e cittadini, censire i beni, creare e diffondere buone pratiche, come E!state 2014, la campagna per lanciare i campi di volontariato sui beni confiscati, partita in questi giorni.

estate liberi logoE!state 2014 è rivolto ai giovani che vogliono fare dell’impegno nel sociale un atto concreto, un gesto di responsabilità verso la collettività e di condivisione. Nella consapevolezza che pratiche di cittadinanza attive, di legalità e giustizia sociale possano offrire uno sguardo diverso in quei territori in cui mettono radici la cultura della violenza, dei privilegi e del ricatto.

Per dimostrare che modelli sociali e culturali sedimentati possono essere anche sconfitti.

Ai giovani volontari viene offerta l’opportunità di studiare e conoscere meglio il fenomeno mafioso attraverso il confronto con i familiari delle vittime di mafia, con le istituzioni e con gli operatori delle cooperative sociali.

Nei campi di lavoro si fa lavoro agricolo, ci si occupa della risistemazione del bene, della formazione e naturalmente del contatto quotidiano con il territorio.

Togliere beni ai mafiosi significa provocare loro un danno di immagine sociale oltre che economico, ma anche portare nelle casse languenti dello Stato un patrimonio che si stima (cifre certe non ce ne sono) di oltre 30 miliardi di euro. Insomma, quasi una Finanziaria che, tuttavia, non riesce a produrre reddito per la collettività. La causa: i cavilli burocratici, la rete di collusioni e cointeressenze, amministrazioni comunali poco o per nulla attive, un’Agenzia preposta all’amministrazione e destinazione di questi beni che non funziona come dovrebbe.

Per non parlare delle situazioni paradossali che vengono a crearsi, come quella di Platì, dove, spiega don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, <<un gruppo di case indipendenti mai veramente finite (nel classico stile “rustico calabrese”…) vengono confiscate alla famiglia Barbaro-Castani. Circondate da tutta una serie di abitazioni non confiscate, appartenenti alla medesima famiglia, rimangono a tutt’oggi abbandonate e non utilizzate>>.

O delle storie di (difficile) convivenza tra associazioni e le famiglie del boss cui il bene è stato confiscato, costrette alla coabitazione  sotto lo stesso tetto.

perilnostrobenecopVille hollywoodiane, castelli, discoteche, capannoni, ettari ed ettari di terre, campi di calcio, alberghi formano questo tesoro sterminato che potrebbe ripianare buona parte del debito pubblico, come sostengono Alessandra Coppola e Ilaria Ramoni, autrici di Per il nostro bene (Chiarelettere, 2013), un reportage che percorre l’Italia da nord a sud esponendo dati, cifre, raccontando storie. Come quella di Libera che da anni, con intelligenza e determinazione, si impegna, anche insieme ai giovani, a portare la vita là dove impera la cultura della morte

 

Per maggiori informazioni sui Campi di volontariato: estateliberi@libera.it  oppure chiamare i numeri 06/69770335 o 3358777343