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Gutenberg ai tempi di internet. L’esperienza di 20lin.es

Scritto da on 24 settembre 2012 – 07:52nessun commento

Non credo che Tim Berners Lee, inventore del World Wide Web, avesse previsto cosa sarebbe diventata la sua creatura da lì a vent’anni e quali e quanti sconvolgimenti avrebbe provocato sul piano sociale, etico e culturale.

Quanto questo nuovo medium stia modificando l’attuale sistema di informazione e comunicazione in tutto il mondo. E come la rivoluzione digitale ha cambiato il nostro modo di leggere e scrivere ed il modello dominante di consumo di libri ed informazioni dinanzi all’avvento di una nuova cassetta degli attrezzi in cui campeggiano iPhone, smartphone, iPad, ebook.

 

Una mole di informazioni, dati, contenuti di ogni tipo percorre la Rete alla velocità della luce e pretende sempre di più il possesso di una bussola in grado di orientare ognuno di noi, aiutandoci a navigare tra blog, siti, social network.

 

Ma impone anche un cambiamento a 360° agli operatori del settore che intendono soddisfare un pubblico sempre più esigente, informato e critico.

 

Ed allora il processo creativo si raffina, la scrittura diventa sempre più ‘evocativa’ -perché sul web si vede prima di leggere-  si contrae, diventa veloce ma capace di attrarre un pubblico abituato a scorrere rapidamente le pagine ed a selezionare quel che gli interessa.

 

Cambiano anche i protagonisti del processo. L’informazione non è più detenuta dai giornalisti ma si muove dal basso, attraverso la rete di cittadini che contribuisce, in forme più o meno organizzate, al flusso di notizie, fornendo foto e video in alcuni casi, contribuendo ad esperienze più strutturate di citizen journalism e blog in altri.

 

La letteratura ha la sua teste d’ariete, d’altro canto, non più  nei Marcel Proust o nei Calvino ma in quel vasto microcosmo di autori che inonda ogni giorno  il mercato delle proprie opere attraverso le piattaforme di self –publishing.

 

Anche l’editoria non è da meno, travolta com’è dagli e-book, dall’ uragano Amazon, dall’invasione dei nuovi devices e dalla necessità di decodificare le ultime frontiere della scrittura in rete, sempre di più aperta agli apporti di un numero indefinito di autori pronti a condividere un’opera in continua evoluzione.

 

Una scrittura frammentaria, fluida, ma non per questo meno complessa nella sua sovrapponibilità su molteplici piani e nella miriade di ramificazioni.

 

Di scrittura nell’era digitale hanno discusso questa estate, nel corso dell’Anteprima al Premio Letterario Tropea, Giovanni Solimine (tra i maggiori esperti italiani di applicazioni tecnologiche, in particolare ai servizi bibliotecari), Francesco Rigoli (libraio digitale), Pietro Pollichieni, insieme a Gilberto Floriani (direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese) ed ai giornalisti della Rai Pasqualino Pandullo e Livia Blasi.

 

Nel corso dell’incontro ho scambiato quattro chiacchiere con Pietro Pollichieni, calabrese, co-autore di 20lin.es, la nuova piattaforma di social writing inaugurata in occasione del Salone del Libro di Torino 2012.

 

 

Pietro, vuoi parlarci dell’esperienza di 20lin.es?

 

20lin.es (www.20lin.es) è l’innovativa piattaforma, 100% made in Italy, che permette di innovare il modo in cui nasce un racconto. Ciò è possibile abbinando la scrittura collettiva, mediante la collaborazione in diretta di più autori, e la lettura interattiva, ossia la partecipazione del lettore che diventa anche co-autore.

L’esperienza di 20lin.es nasce a Milano dall’incontro tra 2 amici di vecchia data, Alessandro e Pietro (quest’ultimo, calabrese trapiantato a Milano) con altri 3 talentuosi ragazzi, Francesco, Marco e Roberto, esperti di web e programmazione. Coincidenza ha voluto che anche Marco e Roberto, milanesi di nascita, avessero origini calabresi.
Il team nasce all’inizio del 2012 e si consolida nel corso dei mesi passati a lavorare su di un progetto molto ambizioso: innovare il modo in cui nasce un libro. Così, 20lin.es debutta al Salone del Libro di Torino, nel maggio 2012, con la sua prima versione ed in soli 3 mesi, giunge alla ragguardevole soglia di mille utenti, ed oltre 60 storie nate grazie ad esso.
Come pensi sia cambiato il modo di leggere e scrivere sul web?

 

A mio avviso, vi sono tre grandi innovazioni digitali, strettamente legate tra loro, che stanno influenzando il nostro progresso ed i media, compresa la lettura e la scrittura narrativa: (i) internet, che offre ampio e gratuito accesso al sapere ed a realtà lontane da noi; (ii) i social media, con l’incredibile capacità di mantenerci in stretto contatto con i propri amici ma anche con la possibilità di essere protagonisti attivi delle notizie e dei temi di nostro interesse; (iii) smartphone e tablet, ossia la possibilità di accedere alle prime due innovazioni già citate in ogni luogo e momento, con costi sempre più contenuti.

20lin.es punta a far tesoro di queste tre fantastiche possibilità.

……utilizzando le esperienze di scrittura condivisa?

 

Anche grazie a queste innovazioni, sta cambiando l’atteggiamento delle persone verso la scrittura e la lettura. In particolare, c’è una maggiore predisposizione verso la condivisione delle proprie esperienze letterarie e la scrittura collettiva – o “social writing” – ne è l’espressione più avanzata. 20lin.es, da parte sua, vuol farsi interprete di questo movimento liberando la possibilità di collaborare tra più aspiranti autori per creare nuove forme di espressione letteraria.

 

Come funziona?

Gli utenti di 20lin.es possono iniziare una nuova storia scrivendo un incipit di massimo 20 righe, che resterà attivo per 20 giorni.  Altri utenti possono contribuire all’evoluzione della storia scrivendo una seconda sezione, sempre entro le 20 righe, dando così la possibilità ad altri scrittori di proseguire la trama. Questi potranno quindi decidere di aggiungere una nuova sezione o di riscrivere quella precedente, facendo così in modo che ogni incipit si possa sviluppare in un’infinita moltitudine di storie.

Ogni storia può avere fino a 6 sezioni e ciascuna di esse può essere votata, commentata e condivisa da qualsiasi utente. Al termine, il ramo della storia più votato dagli utenti sarà finalmente diventato una Pillola e verrà pubblicato, sotto forma di ebook, all’interno di una raccolta di 20 storie.