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Innovazione culturale, comunità e fabbriche del sapere. Così Rosarno rinasce (anche grazie a culturability)

Scritto da on 26 settembre 2017 – 08:39nessun commento

Se provate a digitare su Google la parola cultura vi appariranno 747 milioni di risultati. Pochi? Tanti? Dire cultura oggi significa dire tutto e dire nulla perché il concetto, anche grazie alla Rete, ha subito nel tempo un autentico rivolgimento, direttamente proporzionale a come oggi produciamo, distribuiamo e fruiamo la cultura. Musica, Tv e cinema passano sempre più spesso dal web, i libri si leggono su tablet e smartphone, l’informazione si gioca su blog e siti.

Nuove sfide sono poste dai rapporti tra produttori e consumatori di cultura, dalla progettazione, dalla programmazione e dalla distribuzione del ‘prodotto’ culturale, che sempre più coinvolgono il tessuto sociale. Si chiaIMG-20170914-WA0003ma innovazione culturale e parte dall’ idea che la cultura non è un bene da consumare come tanti bensì una pratica sociale e collaborativa, uno strumento fondamentale per cambiare le cose, partendo dal basso.

L’innovazione culturale punta sul dinamismo e sull’enorme potenziale insito nelle comunità, così si moltiplicano gli spazi urbani rigenerati, trasformati in co-working, residenze artistiche, centri culturali aperti al territorio, per finanziare i propri progetti non si ricorre più ai contributi pubblici ma al crowdfunding o al rinnovato protagonismo del mondo dell’associazionismo e delle fondazioni. Piattaforme come culturability o cheFare, noti ormai fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori, fanno i conti ogni giorno con un nuovo modo di fare cultura, in cui modelli imprenditoriali e dimensione pubblica vanno a braccetto. In particolare, cheFare dal 2012 mette in palio oltre 100mila euro per progetti innovativi. Ne sono arrivati centinaia che vengono selezionati online e poi esaminati da una giuria di esperti. Anche culturability (crasi tra culture e capability, termine coniato da Amartya Sen), voluto dalla Fondazione Unipolis, mette a disposizione premi in denaro per 400 mila euro per progetti di rigenerazione di spazi abbandonati o ex industrie ed edifici vuoti.

Quest’anno fra i cinque selezionati della quarta edizione c’è FaRo – Fabbrica dei saperi di Rosarno (Reggio Calafaro fabbricasaperirosarno innovazionebria) un progetto che vuole riattivare e trasformare la Mediateca “Foberti” di Rosarno da luogo di semplice consultazione di libri a centro di formazione, produzione e accesso alla cultura e all’informazione, offrendo servizi utili per la cittadinanza. FaRo vuole agire da denotatore alle enormi potenzialità della comunità attraverso l’arte, il gioco, la musica, la lettura, la creatività. Una fabbrica del sapere, per l’appunto, nella quale il territorio della Piana viene raccontato con parole diverse da quelle comunemente usate dai media nazionale. Il progetto, portato avanti da un autorevole e agguerritissimo team composto da Antonella Agnoli, Erica Astolfi, Angelo Carchidi, Francesco Gaglianese, Maria Carmela Greco, Ettore Guerriero, si sviluppa in continuità con il lavoro del gruppo di A Città di Rosarno e del Museo Archeologico di Medma, e l’azione sul territorio di editori come Donzelli e Coccole Books, di Associazioni come Gutenberg Calabria e della LegaCoop Calabria, e si incentra sul passaggio dallo spazio virtuale, qual è quello della Mediateca, a un luogo fisico che verrà fruito e animato dai cittadini. Concesso dal Comune, che è in parte anche co-finanziatore, questo spazio è un edificio simbolicamente importante, dal momento che ha ospitato per anni il municipio, fino a quando non è stato distrutto da un incendio doloso.

E siccome non si può parlare di rigenerazione urbana e innovazione sociale se la cittadinanza faro rosarnonon è parte integrante e diretta protagonista, ci saranno incontri pubblici, laboratori, cantieri aperti e una redazione editoriale comunitaria per lavorare insieme su azioni di valorizzazione e attrazione anche turistica del territorio e servizi innovativi, che possono creare occupazione e partnership economiche.

Ben 429 i progetti arrivati da tutta Italia. A superare una selezione durissima assieme a FaRo sono Evocava – Museo evocativo delle cave (Mazara del Vallo – Trapani), L’Asilo (Napoli) | Lottozero / textile laboratories (Prato) | MET – Meticceria Extrartistica Trasversale (Bologna). La Commissione ha assegnato anche le due menzioni speciali, del valore di 10 mila euro ciascuna, che vanno ai progetti Area Archeologica Giardini Luzzati di Genova e TOC Centre di Copertino (Lecce).

Per saperne di più https://www.facebook.com/FaroRosarno/