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Luce Irigaray, essere differenti non significa essere opposti

Scritto da on 14 maggio 2013 – 17:46nessun commento

I prossimi 15 e 16 maggio 2013 l’Università della Calabria – Campus di Arcavacata (CS), Dipartimento di Studi Umanistici e dalla S.D.I.S.U. (Scuola Dottorale Internazionale di Studi Umanistici), ospita  Luce Irigaray, una delle più influenti esponenti della scena filosofica e psicanalitica internazionale.

luce irigaraySi inizia mercoledì 15 maggio alle h. 11.00 nell’aula Mario Alcaro, cubo 28 B (piano terra), dove Luce Irigaray terrà  una lezione sul tema Perché tornare alla cultura greca?, con i contributi di Roberto De Gaetano (Direttore S.D.I.S.U.), Raffaele Perrelli (Direttore Dipartimento di Studi Umanistici) e Giuliana Mocchi (docente di Storia della Filosofia Unical).

Il 16 maggio alle ore 16.00, nella stessa aula, la Irigaray dialogherà sui temi portanti della sua ricerca in un dibattito pubblico intitolato Dualità naturale e dualismo logico. Essere differenti non significa essere opposti, insieme a Sandra Plastina (curatrice della due giorni con Luce Irigaray), Donatella Barazzetti, Fortunato Cacciatore, Donata Chiricò, Ines Crispini, Margherita Ganeri, Fulvio Librandi, Katia Menniti, Renate Siebert, Giovanna Vingelli.

Femminista, filosofa, linguista e psicoanalista, Luce Irigaray è conosciuta in tutto il mondo per le sue opere, tradotte in molte lingue, dagli esordi di Speculum. L’altro in quanto donna (Feltrinelli, 1975), Questo sesso che non è in sesso, Sessi e genealogie, Etica della differenza sessuale, Parlare non è mai neutro, che l’hanno segnalata all’attenzione di un vasto pubblico, alle più IRIGARAY-L_speculum0recenti Il respiro delle donne, La via dell’amore (Boringhieri, 2002), Condividere il mondo (Boringhieri, 2008),  All’inizio, lei era (in uscita a maggio per Boringhieri).

Teorica del pensiero della differenza sessuale, considerata non come disvalore ma elemento portante della nostra società, in cui tutto è differente, ad iniziare dai due generi sessuali, la Irigaray ha rivisitato categorie e stilemi della psicoanalisi e della filosofia partendo  sempre dal pensiero e dal corpo femminile.

Se un altro mondo è possibile, per Irigaray il punto da cui partire è riconoscere innanzitutto la differenza sessuale, paradigma universale e basilare della relazione nella differenza tra un io e un tu, in cui alla logica della contrapposizione si sostituisce quel rispetto e della convivenza fra soggetti diversi, con  eguale dignità e diritto alla parola.

Come scrive l’autrice in La via dell’amore, <<mai compimento dell’Uno, dunque, ma costituzione di mondi aperti e in relazione l’uno con l’altro, e che ne generano un terzo come opera comune, come spazio-tempo da condividere>> perché la politica, e la democrazia, siano davvero  un <<affare di convivenza tra le persone>> più che un ring dove la posta da contendere sono poltrone, possesso materiale e potere.