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Mimmo Rotella poeta al Marca di Catanzaro

Scritto da on 15 novembre 2010 – 00:00nessun commento

Mimmo Rotella, le poesie a CatanzaroMartedì 16 novembre 2010,  ore 18, al MARCA di scena le poesie epistaltiche di Mimmo Rotella in Lo strappo della parola.

Mimmo Rotella un’artista, un uomo così profondamente calabrese, lo ricordo negli ultimi tempi, risalivo lungo i marciapiedi di una Catanzaro avvolta dal caldo, risalivo quando lo vidi seduto all’interno del chiosco di S. Leonardo, lo sguardo perso e fiero verso un orizzonte che immaginai lontanissimo, mi fermai e senza farmi notare lo guardai a lungo fingendo di essere li per caso, mi inebriavo della sua vicinanza , sapevo della sua poesia fonetica no-sense, degli happening , un tempo mi avevano raccontato di una sua performance imprevista agli inizi degli anni 80 all’interno di una galleria di Lamezia, il resto è storia condivisa su scala planetaria,  ho accettato di buon grado l’invito di Maurizio Rubino e di Alberto Fiz ed eccomi con in mano le famose poesie peristaltiche, direte un attore con delle poesie fonetiche, fatte di suoni, una passeggiata , credetemi non  facile a dire ma …un mondo  quei suoni , rivedo ad ogni dove la sua figura ieratica,

Tokio Kyoto

kyoto tokio

Tokio to to to

kyo, kyto to to kyto….

oppure

Thank you, thank you, thank you, thank you…..

all’infinito, cinque minuti così, dopo un pò i suoni iniziano a popolarsi di rimandi, di reverberi di, strano a dirsi, Parole.

Dario Natale

Martedì 16 novembre alle ore 17,30, nella sede del museo MARCA di Catanzaro, viene proposto Lo Strappo della Parola, un incontro-performance dedicato alle poesie epistaltiche di Mimmo Rotella. Si tratta di un’occasione importante per analizzare una ricerca attuale e ancora poco indagata del maestro del décollage che, sin dal 1949, attraverso la parola, anticipa quello strappo che lo renderà celebre una decina d’anni dopo e che identifica l’essenza della sua ricerca artistica dove l’immagine dell’opera non è più un unicum ma si trasforma in un luogo caratterizzato da infinite stratificazioni e sovrapposizioni.

A due anni di distanza dalla grande mostra sulle Lamiere con cui nel 2008 è stata inaugurata l’attività del MARCA, la Provincia di Catanzaro, insieme alla Fondazione Mimmo Rotella, hanno voluto rendere omaggio all’artista riproponendo, attraverso una nuova ipotesi interpretativa, il linguaggio dei suoni e delle parole che, durante l’incontro, vengono interpretate dall’attore Dario Natale dell’Associazione Scenari Visibili di Lamezia Terme. Così si potranno ascoltare opere dissacranti e fortemente provocatorie dai titoli evocativi come Catù, Tokyo Kyoto, Ginkgo biloba, Ventimila anni avanti Cristo, Thank you e molte altre.

Per Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro con delega alla Cultura, “l’incontro permette di far conoscere anche ai più giovani l’aspetto inedito di un artista che ha avuto un ruolo centrale nella cultura del dopoguerra ponendosi spesso in antitesi rispetto al conformismo accademico. L’appuntamento è anche l’occasione per celebrare ufficialmente la figura di Rotella che ha contribuito a diffondere nel mondo l’immagine della Calabria e della città di Catanzaro attraverso un’onorficenza che verrà collocata in permanenza nelle sale del MARCA.”

Lo Strappo della Parola prevede la partecipazione di Alberto Fiz, Direttore Artistico del museo, tra i maggiori esperti di Rotella, di Rocco Guglielmo e di Piero Mascitti, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Mimmo Rotella.
Di particolare significato anche la presenza del regista Mimmo Calopresti, autore del film-documentario L’ora della lucertola girato con grande sensibilità e raffinatezza (il titolo prende le mosse da una tradizione popolare calabrese e dalla raccomandazione che la madre dell’artista faceva al figlio nella Catanzaro degli anni Venti di non uscire nei pomeriggi d’estate) in cui Rotella racconta, tra il serio e il faceto, la sua vicenda artistica ed umana.
L’opera verrà proiettata in alcune sue parti sviluppando un dialogo tra pittura, parola e cinema.

Il MARCA non rinuncia nemmeno ad organizzare una piccola ma originale esposizione della durata di poche ore dove vengono proposti alcune rari manoscritti originali di Rotella che riportano i testi delle poesie epistaltiche accompagnate da alcuni cimeli provenienti dalla Casa della Memoria di Catanzaro come il Piccolo monumento a Rotella che non è altro che una lattina di Rotella oil in un irriverente gioco dadaista, a cui si aggiungono i Replicanti in ceramica che consentono di scoprire la vena plastica di Rotella in grado di tratteggiare, con pochi elementi, una serie di personaggi fantasiosi. Non poteva mancare nemmeno un suo Autoritratto in bronzo e, naturalmente, i suoi caratteristici décollage dedicati al cinema come L’allegro mondo di Charlot, ispirato alla figura di Charlie Chaplin e Night Love che si rifà a Tenera è la notte, il famoso film del 1962 con Jennifer Jones.

A fare da filo conduttore è la poesia epistaltica, un’esperienza che rappresenta l’esigenza di superare il confine tra musica e parola tanto che al primo punto del Manifesto dell’Epistaltismo diffuso nel 1949 da Rotella in copie ciclostile l’artista scrive: “Il linguaggio epistaltico che si situa al termine della tradizione astratta nella espressione glossica, fonda le valenze formali insite nel linguaggio con tutte le possibilità tonali ed armoniche.”
Così Rotella, alla fine degli anni Quaranta, quando l’Italia dell’arte era divisa tra partigiani dell’astrattismo e sostenitori della figurazione, inizia dal décollage della parola il percorso che lo porterà a diventare uno degli artisti più innovativi del panorama internazionale. Come afferma Alberto Fiz, “partendo dalla lezione dei futuristi e in particolare dal manifesto L’Arte dei rumori di Luigi Russolo, Rotella crea un’azione performativa ricco di conseguenze a livello psichico e percettivo. Un suono, insomma, che è di per se stesso significato e significante.” L’attraversamento delle arti che appare come una delle caratteristiche metodologiche del MARCA trova in Rotella uno dei suoi massimi testimoni. “Non c’è più un luogo dove finisce la parola e inizia la musica, così come in pittura forma e materia, colore e immagine spazio e tempo sono tra loro ibridati”, afferma Rotella in base ad un percorso che oggi assume una particolare attualità anche di fronte all’avvento dell’ibridato mondo cibernetico.

Chi son? Chi son?
Tararararara-tarararara
Vero! Veroooo!
Malaò-Malaé

(da Mimmo Rotella, Poema suono .3 Sibloticia)

(Ufficio stampa)