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Mostra di fotografia di Alessandro Sammarro a Cosenza

Scritto da on 22 febbraio 2011 – 15:17nessun commento

Dal 26 febbraio 2011 al 12 marzo 2011 alla Casa delle Culture di Cosenza

 LE REGARD”, dix pas pour l’âme à travers les yeux, una rassegna fotografica sullo sguardo in cui l’artista esplora i meandri della fotografia concettuale che Alessandro Sammarra propone, dopo l’allestimento parigino, a Cosenza.

 “Fermiamo gli occhi per vedere”. L’atto di accettazione “di essere ciechi prima di poter guardare meglio” rappresenta il superamento dell’antinomia di kantiana memoria tra ragione e realtà, essere e dover essere.

Protagonista indiscusso lo sguardo, emblema della ricerca dell’artista, rivolto da un lato a riesaminare e ridefinire il ruolo e la centralità della fotografia nella contemporaneità, dall’altro verso verità universali in un presente tormentato e conflittuale.

Spiccano le influenze artistiche dell’artista, dalla mitologia e dalla storia dell’arte – divinità e allegorie greche e romane, storie e personaggi biblici, la pittura di Caravaggio, Rembrandt, Cimabue, Antonello da Messina- nonché celebri icone della storia della fotografia, la fotografia in bianco e nero degli anni Quaranta e Cinquanta.

Sammarra sperimenta con la luce per scoprire le sfumature più delicate dello sguardo e pone in rilievo il problema del modo attraverso cui la fonte luminosa illumina in maniera sempre diversa le differenti parti del corpo, la materia.

Il legame tra la luce e la fotografia – come rivela la vera essenza dell’etimo foto (phos) e grafia (graphis) ovvero scrivere con la luce – è posto in evidenza anche quando la medesima fonte luminosa rappresenta strumento di dissoluzione dell’immagine.

Dunque, lo sguardo allo sguardo. Le ombre ora si ingrigiscono, ora guizzano di bianco, più sfumate della stessa luce che, attraverso fugaci intuizioni baluginanti, incornicia, accarezza il contorno del viso, i tratti della silhoutte.

Nelle opere di Sammarra la luce assurge a unica materia, impalpabile, fonte di vita e di morte in cui le forme vacillano tra l’evanescenza e la materialità.