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Museo della ‘ndrangheta: il primo passo è nominarla

Scritto da on 8 dicembre 2011 – 10:04nessun commento

 

Venerdì 9 dicembre 2011 alle h.15, a Milano, nella sede dell’Ibm,  ed il successivo lunedì 16 dicembre, h. 11, all’Università della Calabria, Rende (Cs), sarà presentato il progetto scientifico del Museo della ‘ndrangheta di Reggio Calabria.

Sarà Fulvio Librandi, responsabile scientifico del Museo della ‘ndrangheta, che  ha sede in Reggio Calabria, in via Cava Aloi, in uno stabile confiscato alla ndrangheta e attivato nel mese di dicembre del 2008,  a presentare questo progetto innovativo , che propone uno speciale allestimento e una serie di istallazioni che si avvalgono delle più sofisticate tecnologie per coinvolgere gli utenti a livello multisensoriale.

Un percorso   che si snoda attraverso le sale del Museo in un itinerario conoscitivo che proporrà al pubblico << luoghi dell’esperienza e della costruzione di una nuova narrazione>> per generare spazi di riflessione in un luogo che è  teatro di conoscenza aggregante,  per indagare culture e fenomeni sociali dal vivo e non in vitro.

L’installazione museale si colloca in realtà all’interno di  un progetto più ampio che comprende, tra gli altri, seminari, incontri, un centro di documentazione (con documenti giudiziari, fotografici, audiovisivi, ecc.)  laboratori didattici nelle scuole della città.

Uno dei laboratori, condotto nella scuola media Gebbione-Bevacqua,  ha prodotto un dvd “Tempo rubato… alla ndrangheta”, che lo scorso 3 dicembre si è guadagnato l’Aquilone d’Oro del Ragazzi Spot Festival di Marano,  che seleziona spot, pubblicità progresso, cortometraggi e documentari premiando l’impegno sociale delle scuole. Gli studenti reggini, sotto la guida del musicista Vincenzo Mercurio del Museo della ndrangheta, dell’insegnante Elsa Romano e del rapper dei Kalafro Simone Squillace, hanno analizzato il fenomeno della musica criminale,  con cui il crimine organizzato strumentalizza spesso alcune forme espressive e di comunicazione per mitizzare i suoi capi e per esaltarne le gesta. Dai narco-corridos dei gruppi musicali messicani che narrano le gesta dei capi narcotrafficanti, ai gruppi musicali tedeschi che inneggiano al neonazismo, ai canti di malavita degli ndranghetisti, sono diverse e sempre più diffuse  le raccolte di questo genere in particolare tra i giovani.  Il laboratorio intende fare conoscere la trappola suggestiva di queste correnti musicali proponendo forme espressive diverse,  che parlano di giustizia sociale e di legalità.

Intanto ha preso il via nei giorni scorsi  La Ferita. L’area grigia della ‘ndrangheta, un ciclo di incontri e seminari su diversi temi (dall’educazione nelle scuole alle azioni di contrasto, dalla realtà dei beni confiscati agli aspetti penali, dai rapporti con la finanza e con i media) che si prolungherà sino al mese di marzo 2012, per discutere con istituzioni, magistrati, forze dell’ordine, associazioni, docenti, sindacalisti, giornalisti del fenomeno mafioso.

Un’iniziativa sviluppata nei mesi precedenti attraverso la pubblicazione degli atti e dei dibattiti organizzati in diverse sedi nell’intento di allargare l’orizzonte conoscitivo delle persone coinvolte, che ha ottenuto  riscontri tali da convincere il comitato organizzatore a realizzare  una nuova edizione del convegno con  una linea programmatica meno generalista e più focalizzata su temi specifici,  collegando gli aspetti di analisi a quelli riguardanti le politiche e le attività di contrasto alla criminalità organizzata. 

L’obiettivo è fare i conti in modo razionale e consapevole col fenomeno, intervenendo sulla trasmissione di valori che informa le nuove generazioni. Puntando ad una conoscenza che non è il sapere parziale, indiretto, nozionistico propinatoci quotidianamente dai media ma vero e proprio  ‘patrimonio’ conoscitivo.

 Questo è  il Museo della ndrangheta, un’operazione culturale e di ricerca,  attività e programmazione sul territorio,  che si propone di diffondere una conoscenza oggettiva della mentalità omissiva e di sopraffazione  su cui l’elemento criminalità organizzata attecchisce. Tutto il tessuto sociale è chiamato a questo compito , in particolar modo quelle persone impegnate in prima linea, forze di polizia, prefetti, magistrati, convinti che l’azione di intelligence non avrà risultati decisivi fino a quando non si sarà compiuto un cambiamento culturale globale.

Si tratta allora di  analizzare, soprattutto insieme alle nuove generazioni , il fenomeno e di come esso impedisca il progresso economico della Calabria.  Per superare la tradizione di una memoria della violenza e della sopraffazione ( sempre minoritaria) ma anche della svalorizzazione di sé stessi.

Non solo un progetto di studio e ricerca quindi ma sopratutto la necessità ridare il giusto spazio alla  cultura, chiamata a contrastare lo stereotipo  dell’impossibilità del cambiamento,  memoria ingombrante per immaginare un altro futuro, perchè la memoria si eredita e si ricostruisce di continuo ma è sempre un processo di selezione che può essere indirizzato.

Anna Puleo

Daniela Iuli

Il  programma completo  >>  http://www.museodellandrangheta.eu/area-grigia

Gli orari del museo

Dal Lunedí al Venerdí,  dalle 10:00 alle 18:00
É possibile effettuare le visite solo dietro prenotazione scrivendo a
info@museodellandrangheta.eu