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Musica e marketing territoriale al Peperoncino Jazz Festival

Scritto da on 7 settembre 2012 – 17:55nessun commento

Siamo alle battute finali per  Peperoncino Jazz Festival edizione 2012, la rassegna pluripremiata di musica jazz, incontri culturali ed enogastronomici, che ha percorso per tutta l’estate in lungo ed in largo la Calabria.

Tocca a Danilo Rea (8 settembre, Castrovillari), Roy Panebianco ed i Soulside (20 settembre,  Atrio Verdi, Sambiase), Enrico Rava e Giovanni Guidi (30 settembre, Museo MACA, Acri) il compito di chiudere questa edizione che ha visto sfilare sul palco buona parte del jazz di casa nostra e made in USA.

 

Da Uri Caine a Brad Mehldau, da Eddie Gomez a Kenny Werner a Dado Moroni a Joe Locke al jazz del  Nord Europa, ancora una volta PJF, diretto da Sergio Gimigliano con il prezioso contributo di Francesca Panebianco, ha centrato l’obiettivo di promuovere nella regione una formula vincente che poggia sul felice connubio tra musica, enogastronomia, fotografia.

 

Perché PJF porta avanti da tempo il progetto di fare della musica uno strumento di marketing territoriale, occasione preziosa per un viaggio nelle città e nei borghi di Calabria, tra natura e centri storici di rara bellezza.

 

Ma anche opportunità per rilanciare la joint ventures tra cultura, ambiente e turismo, secondo un format ampiamente sperimentato altrove (Umbria Jazz docet) che potrebbe essere ulteriormente esteso ad altri eventi di riferimento nella regione, come stanno già tentando di fare alcuni operatori calabresi.

 

Eventi in poche parole che non siano fini a sé stessi ma armi efficaci, capaci di dare il proprio contributo ad uno sviluppo effettivo, sociale ed economico, del territorio. Sembra una bestemmia in tempi di vacche magre. Ed invece la crisi economica può offrire un orizzonte più vasto d’azione, costringere a seguire strade inesplorate, a procedere con strumenti inediti.

Accettando le sfide.

 

Questa nuova vision dovrebbe sostenere pubblico e privato in un’operazione congiunta che sia in grado di generare una progettualità complessiva dotata di una logica unitaria e di una strumentazione articolata, anche nella ricerca di fondi, sperimentando modelli magari già consolidati in altre parti del mondo.

Un augurio con il quale chiudiamo la stagione estiva e ci affacciamo a quella 2012-2013.