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Ricorda Ken Saro-Wiwa il Festival Interculturale delle Diaspore a Catanzaro

Scritto da on 30 gennaio 2013 – 07:51nessun commento

Dal 7 al 9 marzo 2013, l’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro ospita il Festival Interculturale delle Diaspore, realizzato dall’organizzazione no profit Incastri che, per l’occasione commemora Ken Saro-Wiwa, scrittore, poeta, attivista dei diritti umani, candidato al Nobel per la pace, uno degli intellettuali di punta dell’Africa post-coloniale.

ken saro wiwaPortavoce per oltre un decennio delle istanze degli Ogoni, la popolazione che vive lungo il delta del Niger, nei confronti delle multinazionali del petrolio, accusate di crimini ambientali e di violazione dei diritti umani, Saro-Wiwa venne condannato a morte nel 1995 dopo un processo-farsa che scatenò proteste e manifestazioni in tutto il mondo. Saranno necessari diversi anni per l’apertura di un giudizio nei confronti della Shell e la condanna di quest’ultima al pagamento di un risarcimento milionario.

 

A ricordare la figura dell’attivista nigeriano è il figlio Ken Saro-Wiwa jr., ex Direttore del quotidiano britannico The Guardian, collaboratore del Washington Post, del New York Times, il National Geographic, della CNN, della BBC, di Al-Jazeera così come di prestigiose  università come Oxford, Harvard, Cambridge ed istituzioni internazionali,  (ONU), autore  di  In the Shadow of a Saint, dedicato al padre, con il quale ha vinto lo Hurston-Wright Awar.

Il Festival, realizzato in collaborazione con AfricaNews, ha in programma tre giorni di incontri, workshop, dibattiti, sulla tutela dei diritti umani, in particolare in Nigeria, per toccare temi come la migrazione, la tratta delle giovani nigeriane, gli attentati di Boko Haram, le rivolte di Occupy Nigeria, i legami tra mafia nigeriana e mafie italiane.

 

<<Signor Presidente, tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Così ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincerà e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino. Né la prigione né la morte potranno impedire la nostra vittoria finale. Non siamo sotto processo solo io e i miei compagni. Qui è sotto processo la Shell. Ma questa compagnia non è oggi sul banco degli imputati. Verrà però certamente quel giorno e le lezioni che emergono da questo processo potranno essere usate come prove contro di essa, perché io vi dico senza alcun dubbio che la guerra che la compagnia ha scatenato contro l’ecosistema della regione del delta sarà prima o poi giudicata e che i crimini di questa guerra saranno debitamente puniti. Così come saranno puniti i crimini compiuti dalla compagnia nella guerra diretta contro il popolo Ogoni>> (dal Testamento di Ken Saro-Wiwa).