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Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

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Settant’anni da Cefalonia, la strage dimenticata

Scritto da on 12 settembre 2013 – 18:35nessun commento

8 settembre 1943: l’ Italia firma l’armistizio con gli anglo-americani. La Divisione Acqui, di stanza a Cefalonia e nelle altre isole greche, riceve l’ ultimatum dai tedeschi: deporre le armi e arrendersi. Gli italiani non cedono ed è una carneficina. L’Associazione Calabria in Armi e l’Associazione Divisione Aqui ricordano l’eccidio, in cui morirono anche 156 calabresi martedì 24 settembre 2013, ore 17, al Musmi di Catanzaro con un convegno, una mostra fotografica, la proiezione di un docufilm e la testimonianza di superstiti e familiari.

Nel settembre del ’43 a Cefalonia si compie uno degli episodi più bui del secondo conflitto mondiale. Dopo l’ armistizio la Divisione Acqui, rimasta isolata e senza ordini dallo Stato Maggiore in Italia, riceve dai tedeschi l’ordine di consegnare le armi e arrendersi.

Fanti italiani all'attacco nel corso della battaglia di Cef

I soldati italiani si rifiutano. Seguono due settimane  di combattimenti tra gli ex alleati, tedeschi ed italiani, che, dopo una resistenza accanita, sopraffatti, sono costretti ad arrendersi.

 

Su ordine di Hitler in persona, i tedeschi avviano una orribile rappresaglia che culmina nella fucilazione di quasi tutti i componenti della divisione, compreso il comandante, generale Gandin.

 

Periscono tra le 6.000 e le 9.000 persone, secondo le stime ufficiali, molte delle quali giustiziate sommariamente, persino negli ospedali in cui erano ricoverate, violando tutte le Convenzioni internazionali. Una mattanza, di cui i tedeschi cercano di cancellare le tracce arrivando a bruciare i corpi e a gettare in mare i resti.

 

Non andò meglio ai sopravvissuti, imbarcati su navi affondate sui campi minati o dagli aerei americani.

 

A pagare per tutto questo una sola persona, il generale Hubert Lanz, condannato a Norimberga. Non ci sono altri colpevoli per la giustizia tedesca, che non ha ritenuto sufficienti neanche le prove prodotte da Simon Wiesenthal, l’uomo che ha dedicato tutta la vita alla caccia ai nazisti.

 

Qualche mese fa il Tribunale militare di Roma ha aperto tuttavia un nuovo filone di inchiesta nei confronti di un ex militare tedesco che, secondo l’accusa, partecipò all’omicidio degli ufficiali italiani nella ‘Casa Rossa’.

 

Nel 70° anniversario della strage, Mario Saccà, Amedeo Arpaia, Francesco Passafaro, Nicola Coppoletta ripercorrono quelle tragiche giornate insieme ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime.

 

Nel tentativo di fare luce  sulle luci e le ombre che da sempre accompagnano questo doloroso episodio. E di ricordare  che <<in ogni guerra facciamo rinascere Caino>>, come ha ricordato il Papa qualche sera fa dinanzi al soffiare di nuovi venti di guerra……

 

Guarda il video http://www.youtube.com/watch?v=ArfG5v0zXTA