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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Trame: Gian Carlo Caselli a Lamezia Terme ironizza sulla sua vita sotto scorta e si arrabbia con i media

Scritto da on 24 giugno 2011 – 23:07nessun commento

In” Hagakure” l’autore Yamamoto Tsunetomo, samurai che alla morte del suo signore divenne monaco buddista, consiglia all’allievo Tashiro Tsuramoto,  colui che ha trascritto gli aforismi che compongono il suddetto volume, “di affrontare i problemi seri con leggerezza”.

E quindi Caselli inizia il suo intervento scherzando sulla sua vita sotto scorta, si arrabbia con il suocero di sua figlia perché, commettendo il reato di  “concorrenza sleale”, lui poteva scorazzare in bicicletta con la sua nipotina per le vie di Torino, ed ironizza su quando la sua scorta, 12 omoni che gli impedivano di vedere Palermo quando andava in giro per la città, sono tornati, cantando come ragazzini in gita,  da Corleone, in quanto felici di averlo fatto passare sotto il naso dei carabinieri che presidiavano il paese  senza che quest’ultimi se ne accorgessero in occasione di una visita al paese ben noto per fatti di mafia quando Caselli era  Procuratore della Repubblica a Palermo.

Ma alla domanda sul ruolo dei media fatta da Lirio Abbate, giornalista palermitano di Repubblica, diventa serio e parla dell’enorme potere mistificatorio dei media descrivendone il ruolo deleterio nel caso del processo Andreotti.

Alla fine lascia tutti quelli che gremivano la piazzetta San Domenico senza parole quando legge un brano di una intervista in cui si parla dell’espansione al nord delle famiglie malavitose sempre alla ricerca di nuovi mercati dove lavare i guadagni provenienti dalle loro attività illecite. Ed allora? Perché la gente è rimasta basita a sentire una cosa che è spesso oggetto di servizi giornalistici su tutti i media? Perchè l’intervista era stata fatta al generale Dalla Chiesa da Giorgio Bocca nel  1982.

Angelo Maggio