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27 febbraio 2017 – 11:11 |

C’era una volta… C’era una volta la fiaba, tessuto compatto in cui a tutte le latitudini il mito si congiunge con la saggezza popolare, principi universali si propagano dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri insinuandosi nell’epica, nel romanzo …

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Mito, corpo, natura: (In)natural di Matteo Sedda al CRAC di Lamezia Terme

Scritto da on 16 febbraio 2017 – 10:33nessun commento

Secoli di pensiero in Occidente ci hanno indotto a puntare sulla parola per comunicare. Ma è quando la parola finisce e si entra nel silenzio che il corpo prende il sopravvento, riguadagna la sua naturale posizione nel mondo, annulla lo spazio e il tempo per esprimere ciò che è spesso inesprimibile. Lì comincia la danza.  Lì l’uomo si ricongiunge con la natura.

Da qui parte Matteo Sedda per la sua performance (IN)NATURAL, alla quale lavora dal 6 febbraio in una residenza all’interno del CRAC | Centro di Ricerca per le Arti fa15_mount_olympus_c_wonge_bergmann_04_liteboxContemporanee in Via Piersanti Mattarella, 11 di Lamezia Terme. Lo spettacolo verrà proposto al pubblico il prossimo 17 febbraio, h.21, nel cartellone della rassegna Lights in The Storm.

La performance intende indagare il tema del rapporto tra uomo e natura e i suoi mutamenti nel corso dei secoli. I riferimenti   chiaramente sono agli scritti del filosofo americano Henry David Thoreau, ma anche a pensatori greci come Eschilo e Sofocle e ai grandi poemi epici della tradizione indiana, che fungono da punto di partenza per indagare e riscoprire un legame più autentico e istintivo tra corpo umano ed elemento naturale, con improvvisazioni legate al corpo e alla voce.

Tutti gli oggetti presenti nello spazio scenico divengono simboli di storie, miti leggendari e concetti. L’obiettivo stilistico è una performance con un carattere forte, terreno e fisico,   illuminato qua e là dai lampi della poesia.

Matteo Sedda, sardo, ha studiato con Susanna Beltrami per proseguire gli studi con MountOlympus4Damiano Bigi (Tanztheater Wuppertal Pina Bausch), Sita Ostheimer (Hofesh Shechter Company) e Katharina Christl (Ballet National de Marseille). Un anno fa l’incontro con l’artista visivo belga Jan Fabre con il quale lavora in Mount Olympus/24h, una performance di 24 ore che coinvolge 30 performers e 4 generazioni sul palcoscenico, una sfida ai limiti della rappresentazione teatrale e a quelli psico-fisici  degli attori e performers coinvolti.

Da non perdere. Così come le mostre fotografiche di Annabella Cuomo e dei lametini Paolo Pisani e Giuseppe Torcasio.