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Il vino made in Calabria protagonista nel 2014

Scritto da on 17 dicembre 2014 – 08:23nessun commento

L’unico settore in cui l’Italia guadagna posizioni su scala globale è quello del cibo, il comparto in cui è stata promossa negli ultimi anni una reale politica di crescita in termini di informazione, competenza, sensibilità alla cultura del territorio, ha scritto di recente Antonio di Lascio parlando della cultura gastronomica italiana. Chiedete a uno straniero a cosa associa il nostro Paese e vi risponderà “pizza” e, dopo averci riflettuto un attimo, “vino”. E’ l’ identificazione tra cibo-vino-qualità-identità locale-turismo ad essere cresciuta in questi anni. Il Food & Wine oggi significa aumento delle esportazioni, circuiti turistici dedicati, nuove strategie di marketing del territorio abbinando qualità e tradizioni. Che pare stia funzionando anche in Calabria, in particolar per quando riguarda i vini.

 

Vini Vitae_2015_05Oggi la regione offre decine e decine di vini, di cui 12 con marchio DOC e altrettanti IGT, in gran parte frutto di coltivazioni sedimentate nel tempo e a carattere locale, che nel 2014 hanno spopolato ovunque. Solo negli ultimi giorni i vini calabresi compaiono in Vitae, la guida ai vini 2015 stilata dall’Associazione Italiana Sommelier (AIS) che, dopo aver passato al setaccio 28.000 etichette, ne ha selezionato 2.000, di cui 39 calabresi. Tra i quali l’AIS ha premiato con i 4 tralci, che rappresentano l’eccellenza delle cantine italiane, il Cirò rosso classico superiore 2011 delle cantine Arcuri, il Collimarini 2013 dei Poderi Marini, il Magliocco 2010 delle Cantine Lento, il Magno Megonio 2012 di Librandi, il Mantonico 2008 di Ceratti e il Moscato Passito di Saracena 2013 prodotto da Viola.

 

I vini calabresi sono stati protagonisti anche di Radici Wines, il concorso dedicato ai vitigni autoctoni del Sud, con l’obiettivo di selezionare le etichette che meglio rappresentano i vitigni di appartenenza.  La nuova guida Radici Wines 2015, che si segnala per una nuova veste grafica con selfie di bottiglie e dei vigneron protagonisti, curata dal calabrese Giovanni Gagliardi, ideatore e curatore tra l’altro di Vinocalabrese.it,   vuol raccontare l’identità regionale attraverso i vini locali e la capacità delle cantine di unire tradizioni e nuove tecnologie. Le due Giurie, una internazionale (presieduta da Tom Cannavan) e l’altra nazionale, presieduta da Francesco Muci, coordinatore di Slow Wine Puglia, hanno proclamato vincitori nelle categorie Gaglioppo e Magliocco le aziende calabresi Senatore Vini, Ceraudo, Ippolito 1845, Cote de Franze, Tenute Ferrocinto, Tenute Terre Nobili e Librandi. Nella Categoria Misto Rosati del Sud tra le numerose aziende vinicole della L'Anima di Francesco MazzeiBasilicata, Campania, Calabria e Sicilia, ad avere la meglio sono state le calabresi con Casa Comerci, Serracavallo, Senatore Vini, Ceraudo e La Pizzuta del Principe.

 

La cucina e i vini made in Calabria saranno protagonisti tra qualche giorno, di un altro evento da non perdere.  Dal 27 al 29 dicembre infatti Francesco Mazzei, uno dei più noti e apprezzati chef internazionali, di stanza a Londra ma dalle solide radici calabresi, ha accolto l’invito delle Cantine Statti e scelto la provincia di Cosenza come prima tappa del suo tour con tre appuntamenti, tra i profumi, gli odori e gli aromi dei cibi e dei vini calabresi, che si terranno al ristorante L’Agorà di Rende (CS).

 

Mazzei ha il merito di avere sdoganato la cucina calabrese e di averla riproposta alla clientela della upper class londinese. Nel menu del suo locale, L’Anima, compaiono i piatti fondamentali della tavola calabrese, dallo stoccafisso al cinghiale, ai porcini, al maiale nero, dalla cipolla di Tropea alla salsa di castagne, alla burrata, senza dimenticare la mitica Francesco Mazzei‘pastachina’, di volta in volta reinterpretati e presentati in diverse varianti, anche abbastanza ‘ardite’, bagnate dal Greco di Bianco e dal Magliocco di Spadafora.

 

Cibo semplice e naturale, produzioni locali, creatività, attenzione ai saperi frutto della storia e delle tradizioni del territorio sono le parole d’ordine di questo ragazzo di Cerchiara, che ha iniziato a muovere i primi passi nella cucina della mamma e nella gelateria dello zio, prima di lavorare con Santini, Chris Corbin, Jeremy King e Alan Yau, che sicuramente di grandi ristoranti ne sanno qualcosa, di essere scelto dalla BBC per i suoi programmi, di comparire sulle maggiori testate editoriali inglesi. Senza dimenticare mai l’Italia e la Calabria, dove torna per ritrovare i sapori dell’infanzia e scovarne di nuovi.

Un suggerimento: perchè non chiedergli di fare da testimonial delle prossime campagne per promuovere l’immagine della Calabria e la sua millenaria cultura enogastronomica?