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La cucina calabrese sotto la Tour Eiffel

Scritto da on 13 marzo 2013 – 16:57nessun commento

Lei si chiama Marina Valensise, salde origine calabre, giornalista e scrittrice (Il sole sorge a sud, Marsilio, 2012) e da qualche mese direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.

istituto italianocultura parisTra le molteplici attività dell’Istituto ha pensato di inserirne una che sarà di sicuro graditissima ai nostri cugini d’Oltralpe che, per quanto sciovinisti, da sempre dimostrano di non saper resistere alla cucina italiana. Parte così l’idea, subito realizzata, di proporre ai francesi di imparare i segreti della cucina regionale italiana.

 

La location è il complesso storico dell’Hotel de Galliffet, al numero 73 di Rue de Grenelle, nel cuore della capitale francese, che farà da palcoscenico ai numerosi chef provenienti dalle diverse regioni italiane che, a rotazione, si alterneranno ai fornelli per proporre  il meglio della nostra cultura enogastronomica.

 

Nel menu, ovviamente tutto made in Italy, di rigore i vini calabresi, cui si affiancheranno le carni piemontesi, la pasta pugliese e molti altri must della cucina regionale, presentati da ospiti d’eccezione come Gianfranco Vissani ed Oscar Farinetti, patron di Eataly.

 

Che sia l’effetto Master Chief o la presa d’atto che la gastronomia costituisca sempre di più una  componente fondamentale della cultura ed una motivazione importante nelle scelte di viaggio dei nuovi flussi turistici, poco importa. Il progetto propone un modo interessante e divertente di far conoscere attraverso la cucina regionale  la nostra lingua ed il nostro patrimonio culturale, mettendo insieme saperi, talenti, competenze imprenditoriali e creatività rigorosamente italiani.

 

Un modello su cui puntare anche in Calabria per  proporre pacchetti, itinerari tematici, iniziative strutturate capaci di interpretare le nuove tendenze di un mercato in forte evoluzione, valorizzando esperienze che affondino radici nei territori, facendone conoscere stili di vita e prodotti. Un percorso sperimentato efficacemente in altre regioni, che è possibile replicare con successo anche nella terra degli Enotri.