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Camminate ecologiche tra briganti e incisioni paleolitiche

Scritto da on 30 maggio 2012 – 19:37nessun commento

Domenica 10 giugno 2012 dalle ore 9.00 la UISP Catanzaro organizza la Seconda Camminata Ecologica a Gimigliano (Cz).

Il percorso previsto partirà da Contrada Croci (a ridosso del cimitero di Gimigliano) per raggiungere la zona denominata “Petrascritta” attraverso un affascinante tratto di ‘via pubblica’ del ‘700.

Qui, nel 1861 ‘sembra’ sia stato ucciso dalle milizie del tempo il brigante di Miglierina Giuseppe Guzzo detto Fhaciune (faccione), al quale sarebbe stata mozzata la testa.

La zona, oltre ad essere luogo di rifugio per molti briganti locali, era attraversata anche dall’unica pista percorribile da Catanzaro a Cosenza per arrivare a Napoli e per questo motivo rappresentava un luogo ideale per assaltare le corriere o i convogli su cui viaggiavano nobili, possidenti e militari.

Abbandonando Petrascritta e ripercorrendo per quattrocento metri la statale per Gimigliano si arriva ad imboccare un sentiero a sinistra che porta al punto di confluenza dei fiumi Melito e Corace, vera meraviglia geologica in cui i due fiumi, invece di ‘confluire’ uno nell’altro, si ‘scontrano’ uno contro l’altro.

Questo luogo è il risultato di enormi sconvolgimenti tellurici avvenuti in epoche recenti dal punto di vista geologico, ma lontanissime dal punto di vista storico. Infatti la gola nella quale si riversano i due fiumi dopo il loro “scontro” è il risultato di una frattura del monte a destra che si è ribaltato e saldato sul monte a sinistra, probabilmente realizzando anche un lago naturale fin quando l’acqua non ha trovato una nuova strada, riducendo il fronte della frana e svuotando il lago.

 

Dopo aver attraversato il corso d’acqua su una passerella in ferro (ancorata con un cavo di acciaio per recuperarla dopo le piene invernali) si imbocca un sentiero spettacolare ed impervio, da percorrere con estrema cautela, che costeggia a destra il Corace. È stato realizzato, strappandolo alla roccia, dagli operai della Società Idroelettrica Corace e segue a cielo aperto la galleria che dalla montagna porta le acque del fiume alla condotta forzata che alimenta le turbine della centrale idroelettrica.

 

Dal sentiero si potrà osservare da lontano il luogo, attualmente inaccessibile, in cui si trova una famosa grotta preistorica che ci testimonia di antichissimi insediamenti nelle zone intorno al capoluogo. La camera risale al paleolitico superiore (20.000 a.C.) e si trova a circa 50 metri di altezza sul Corace. In essa fu ritrovata una lastra con una incisione che, secondo lo studioso Enzo Gatti, raffigurerebbe un uomo con l’arco.

 

Secondo gli studiosi la zona rappresentava nel paleolitico un luogo di produzione di manufatti in pietra verde, utili a realizzare soprattutto la Amigdala, utensile multiuso usato sia per difesa che per lavoro.
Dal sentiero si potranno osservare anche i resti di antiche miniere del famoso marmo verde di Gimigliano (Serpentina) utilizzato nella gradinata della Chiesa del Gesù di Napoli, nei pavimenti della Reggia di Caserta, nelle nicchie della Basilica di San Giovanni in Laterano, nel piazzale centrale di San Pietroburgo, nella Venaria Reale di Torino ed in tantissime chiese e fabbricati di Catanzaro e del circondario.

 

Il percorso termina alla rinomata ciliegia di Acqua delle Pere. Proprio a ridosso della sorgente di Acqua delle Pere si possono osservare i resti di una chiesa mai finita costruita agli inizi del X secolo ed abbandonata probabilmente per l’editto di Niceforo II Foca, che, per poter difendere meglio le popolazioni della zona costrinse gli abitanti a lasciare la zona e a concentrarsi nella sola Gimigliano.

 

Per info http://www.facebook.com/events/141598349307763