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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Conversando con Bauman e Agostino d’Ippona: laboratori di filosofia civile di Massimo Iiritano e Benedetto Clausi

Scritto da on 9 marzo 2017 – 20:18nessun commento

I prossimi 10 e 11 marzo al TIP Teatro, in Via Aspromonte a Lamezia Terme il Collettivo Manifest – blog di scrittura propone per il secondo anno “de/scrivo 2.0 una rassegna letteraria totalmente autogestita, volta a più “appunti di vista” come recita il sottotitolo, che spazia dalla filosofia alla religione, arte, teatro, ma anche alla geografia, ambiente, antropologia.

Zygmunt-Bauman-2Un angolo di centro storico che, negli ultimi mesi, è diventato per molti fucina di idee, laboratorio teatrale, innovazione sociale (dalla biblioteca dello spettacolo  al book-crossing con prestiti e donazioni di libri in continuo aumento) si apre nel week end a gruppi di studenti, docenti, appassionati, giornalisti per proseguire nelle prossime settimane con altre attività, incontri, eventi.

Venerdi 10 Marzo alle ore 17.00, sulla falsa riga dei #Manifestiamoci, la rassegna ospita il laboratorio di filosofia civile tenuto  da Massimo Iiritano (Catanzaro), docente di filosofia, allievo tra gli altri, di Sergio Quinzio, Bruno Forte, Sergio Givone, Massimo Cacciari,  vicepresidente di Amica Sofia, l’associazione nazionale da cui prende origine l’idea dei laboratori itineranti. “Ritrovarsi a filosofare nell’epoca della post-verità” questo il titolo scelto per l’incontro , nel quale ci si soffermerà sulla figura del sociologo filosofo polacco,  di recente scomparso, Zygmunt Bauman, cui si deve il concetto di mondo liquido.

Iiritano è autore di numerosi volumi monografici, il suo ultimo libro in uscita il 20 febbraio, per i tipi della Diogene Multimedia, è “Il dono di Prometeo – Varcare i sentieri dell’impossibile, tentare l’ultima soglia”.

Sabato 11 Marzo alle ore 17.00, sarà invece la volta della “Tirannia delle passioni, Agostino e la destrutturazione del teatro classico” incontro tenuto da Benedetto Clausi, professore associato confermato di Letteratura cristiana antica presso l’Università della Calabria. Un anti-seminario, un’anti-conferenza per conoscere e analizzare – partendo dalle parole originali delle “Confessioni” per arrivare alle visioni di Rousseau e Manzoni – il punto di vista di Agostino di Ippona sul teatro classico. Una “condanna cristiana” delle passioni sulla scena che condizionerà  il teatro fino all’età moderna.

A proposito di letteratura, il 14 marzo al TIP Teatro andrà in scena “U principicchiu” , ispirato a Il piccolo principe, un classico per l’infanzia,  tradotto in lingua calabrese da Lindo Nudo, Teatro Rossosimona, e pubblicata da Rubbettino qualche mese fa.

“Siamo completamente calati nel tempo presente dei rapporti liquidi, che siano amicizia, amore, lavoro, tutto intorno a noi è circoscritto al consumismo, le emozioni divengono celate. Siamo nel tempo dell’incertezza e della paura – scrive in una nota il Collettivo – in cui il flusso di informazioni e volto ad appendere gli uomini con mollette poco resistenti evidenzia superficialità, fragilità nelle intenzioni, si colloca in uno spazio assai lontano dalla ricerca di una identità. Così, uomini grandi e piccoli come delle mine vaganti risultano sempre più spaesati nel circuito dei ‘non luoghi’ e della spersonalizzazione. Vogliamo provare a de/scrivere il nostro circostante, soffermandoci con più ‘appunti di vista’ che partano dal nostro mondo interiore e arrivino gradualmente a delineare il mondo esterno, con esso provare a creare un confronto. Percepirne umori e debolezze. Ripartire con una nuova consapevolezza. Abbiamo scelto il TIP Teatro come location, perché spazio culturale a tutti gli effetti, libero ed indipendente, vicino all’idea di cultura, essenziale come il valore della letteratura sull’uomo. Un teatro che, oltre a spettacoli, laboratori, toccherà in de/scrivo spunti teorici riguardanti il teatro classico.

“Il nostro dovere di intellettuali, di gente che monta in cattedra o sul palcoscenico, che parla soprattutto con i giovani è quello non soltanto di insegnare come si muovono le braccia, come si respira per recitare, come si usa lo stomaco, la voce, il falsetto. Non basta insegnare uno stile: bisogna informarli di quello che succede intorno. Loro devono raccontare la loro storia. Un teatro, una letteratura, una espressione d’arte che non parli del proprio tempo è inesistente” (Dario Fo).