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Falso Movimento estate ricorda Antonio Carlos Jobim con un docu-film

Scritto da on 21 luglio 2014 – 20:39nessun commento

A Rovito (Cosenza)  martedì 22 luglio alle ore 21.15 Falso Movimento estate propone un omaggio al grande compositore brasiliano Antonio Carlos Jobim curato da Ugo G. Caruso, assiduo frequentatore della musica brasiliana e “bossanovista ad honorem”,  che per l’occasione si è avvalso della consulenza di Sergio Hovaghimian, infaticabile divulgatore della cultura brasiliana dal suo blog e tra i principali esegeti dell’opera di João Gilberto. Per l’occasione verrà proiettato   A musica segundo Tom Jobim  firmato da Nelson Pereira dos Santos, regista di punta del Cinéma Novo brasiliano.

Fedele al motto di Jobim secondo cui “a linguagem musical basta”, Pereira dos Santos, che fu suo grande amico in vita,  ne racconta la carriera e ne illustra l’opera  attraverso le sue canzoni, rinunciando originalmente alla voce fuori campo. Le immagini in bianco e nero di un Brasile negli anni a cavallo tra la fine dei cinquanta e l’inizio dei sessanta che lo videro proporsi all’attenzione mondiale attraverso la musica (la Bossanova), il cinema (la Palma d’oro a Cannes nel 1959 ad Orfeu negro di Marcel Camus e subito dopo l’affermazione del Cinéma Novo), il calcio (i due mondiali vinti di seguito nel 1958 e nel 1962 dalla Seleçao con Pelè, Garrincha, Didi, Vavà, ecc.), l’architettura con le innovazioni ardite introdotte da Oscar Niemeyer e Lucio Costa nella progettazione della nuova capitale Brasilia, fanno da controcanto alle immortali melodie di Jobim riproposti dai tanti grandi interpreti brasiliani ed internazionali che, folgorati dalla malinconia e al contempo dall’effervescenza di quella musica nuova, la adottarono immediatamente nei loro repertori.

TOM JOBIMSullo sfondo  del Cristo Redentor, delle spiagge di Copacabana ed Ipanema, dal febbrile movimento di auto nelle eleganti avenidas di Rio de Janeiro o dei lavoratori ammassati ogni giorno nelle corriere, eccheggiano le note dei capolavori immortali della Bossanova: Chega de saudade, A felicidade, Samba de uma nota so, Se todem fosse iguais a voce, Corcovado, Garota de Ipanema, Outra vez, Samba do aviao, Insensatez, Agua de beber, Desafinado, Ela é Carioca, Retrato em branco e preto, Aguas de marco, Wave, Passarim e tante altre ancore.

Nessun commento ma solo la voce dello stesso Jobim e quelle di una parata di star della musica popolare brasiliana (Alaide Costa, Elizeth Cardoso, Sylvia Telles, Elis Regina, Miucha, Nara Leao, Maysa, Nana Caymmi, Gal Costa, Chico Buarque, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Milton Nascimento, Paulinho da Viola, per arrivare ad Adriana Calcanhotto e a Carlinhos Brown) della musica leggera americana (Frank Sinatra in un delizioso duetto col compositore, Sammy Davis jr., Judy Garland), di grandi jazzisti (Dizzy Gillespie, Errol Garner, Gerry Mulligan, Oscar Peterson, Gary Burton) vocalist jazz (Ella Fitzgerald, Sara Vaughn, Diana Krall, Stacey Kent), vedettes francesi (Jean Sablon, Henry Salvador, Pierre Barouh, Lio), o italiane (c’è la nostra Mina in uno strepitoso nunero con balletto a Studio Uno), internazionali (la danese Birgit Brüel o la nippo-brasiliana Lisa Ono) fino all’ORF Orchestra di Vienna e alla Banda della Scuola di samba di Mangueira. Senza dimenticare l’amico poeta e coautore di tante canzoni, Vinicius de Moraes e il figlio Paulo Jobim.

Il film di Pereira dos Santos, cui ha collaborato anche la figlia del compositore, Dora Jobim, resta comunque non solo una godibilissima parata di grandi artisti ma pure un affettuoso ed originale tributo ad un autore inarrivabile, quasi una sorta di moderno monumento sonoro senza retorica o parole superflue che nulla avrebbero potuto aggiungere allo straordinario materiale proposto.