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Falso Movimento presenta la miniserie Tv Top of the Lake di Jane Campion

Scritto da on 11 ottobre 2013 – 18:45nessun commento

A Rovito (cs) domenica 13 ottobre 2013 ore 21.00 Falso Movimento presenta i primi due episodi di Top of the lake di Jane Campion, una miniserie per la Tv di Sundance Channel, inediti in Italia.


“Nuova Zelanda. Cittadina di Laketop. Una ragazzina di dodici anni si immerge nel lago. Prova a lasciarsi annegare. Non ci riesce. Torna a riva e va a scuola. Si chiama Tui ed è incinta. Di chi? Nessuno. O “non uno”.

L’incipit di Top of the Lake, miniserie in sette parti, rende subito chiare le forze in gioco: la natura, il corpo, il perpetuarsi della vita e l’imprescindibilità della morte. Il campo d’azione scelto è quello del classico giallo, non solo un pretesto, ma lo strumento migliore per animare una ricerca che diverrà esistenziale.

A indagare sul caso di violenza e seguente scomparsa di Tui è Robin Griffin, ispettore di polizia a Sydney tornata nella sua città natale per assistere la madre malata di cancro. Robin dovrà scontrarsi con Matt Mitcham, lo spietato boss locale e padre di Tui, ma anche coi colleghi poliziotti capitanati dal sergente Al Parker, pochi inclini a utilizzare i metodi “urbani” dell’ispettore, ma soprattutto a rispondere a una donna. Presto l’investigatrice sarà tormentata dai fantasmi del passato, dalle cicatrici intime della violenza subita, dalla perdita dei genitori, dalla paura di un futuro incerto. In questo suo viaggio troverà l’aiuto di Johnno, sua ex fiamma, e delle donne di Paradise, un gruppo in cerca di illuminazione spirituale e rinnovamento guidato dalla misteriosa GJ.

Top of the Lake è il racconto di un’indagine atavica. Quella di una donna alla ricerca di una mamma bambina violentata mentre affronta la dipartita della madre naturale e le ferite dell’abuso sessuale subito, in un moto interiore che riecheggia quello della Natura stessa, l’eterna rinascita e la ciclica morte.

Top of the Lake è il racconto di una terra selvaggia, di boschi verdi e città deserte, di rupi rocciose e specchi d’acqua gelata, di animali innocui e bestie umane.

Top of the Lake è il racconto di una mitologia attualizzata. Di una natura generatrice, guerriera ed eterna fanciulla che affida le sue creature all’umanità, una natura violentata e a cui bisogna rendere giustizia.

Top of the Lake è il racconto di un conflitto naturale. Quello fra uomo e donna, fra il sistema di potere piramidale e quello di collaborazione paritaria, fra patriarcato e matriarcato, fra maschile e femminile. Se quello maschile è un sistema di controllo e violenza, di sopraffazione e depravazione, di una natura spietata che non può essere addomesticata da alcun principio morale, quello femminile si contraddistingue per il sostegno reciproco, l’accettazione e di conseguenza la gestione delle dinamiche che regolano la vita stessa, guidato dal concetto “The body knows what to do, go with the body”: la natura ha sempre ragione, la natura È morale. Il lago domina l’immaginario della serie, dove l’acqua, da sempre legata all’iconografia femminile, si caratterizza come flusso vitale, rigenerazione. Emerge perciò cristallino il messaggio femminista dell’opera, all’interno del quale le uniche figure maschili positive ammesse sono un uomo allontanatosi dal consesso sociale (maschile) e un giovane ragazzo gay.

Top of the Lake è il racconto di una Jane Campion maestosa, che ritorna alla regia a quattro anni dall’intenso Bright Star scegliendo il mezzo televisivo, il più adatto a scavare più a fondo nei grandi temi che caratterizzano la sua opera: il femminile, il conflitto uomo-donna coniugato all’interno delle dinamiche naturali e ambientali.

Ma Top of the Lake è anche e soprattutto una miniserie spettacolare, grandiosa e suggestiva, un racconto coeso e appassionante, un continuo pugno allo stomaco. Merito della sopracitata Campion, creatrice della mini assieme a Gerard Lee, ma anche di Elisabeth Moss, interprete perfetta nel ritrarre una protagonista ferita e determinata. Accanto a lei la somma Holly Hunter, ma anche Peter Mullan e David Wenham, oltre al cameo di una irriconoscibile Lucy Lawless.
Sundance Channel fa capolino nel mondo seriale proponendo una delle novità migliori dell’ultimo anno”