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Horcynus Fest winter parla di cittadinanza

Scritto da on 12 novembre 2014 – 20:09nessun commento

Il dito nella piaga del problema che affligge le seconde generazioni di migranti in Italia, tra ius soli invocato a mesi alterni e una cittadinanza che tarda ad arrivare. Si può riassumere così l’appuntamento di domani, 13 novembre, alle ore 17.00 al Teatro Politeama Siracusa, terza giornata di riflessioni dell’Horcynus Festival 2014 – edizione invernale.

Dopo la due giorni all’Università Mediterranea, indagando la cinematografia e la situazione geo-politica di Iraq e Kurdistan martedì e del Libano mercoledì, domani si affronterà di petto uno dei problemi al centro di tante battaglie e rivoluzioni annunciate nella politica italiana: il riconoscimento della cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia. E lo si farà sempre attraverso la speciale lente offerta dall’arte e della cinematografia, con la proiezione del film Sta per piovere (91’, Italia/Iraq, 2013) del cineasta italo-iracheno Haider Rashid, al suo quarto lavoro dopo Between Two Lands, Tangled Up in Blue e Silence: All Roads Lead to Music.

“Dov’è casa mia? In Italia, dove vivo da quando sono nato, o in quel Paese lontano che non conosco da dove vengono mamma e papà?” afferma Said, il protagonista della pellicola, nome esotico per un ragazzo caparbio di 26 anni che parla toscano ed è nato a Firenze da genitori algerini. Una storia personale che ricorda molto quella del regista, se non fosse che lui è nato sì a Firenze, ma da padre curdo-iracheno e madre calabrese, e che Rashid, a differenza del protagonista del suo film, non ha conosciuto personalmente gli effetti dell’anacronistica legislazione italiana che nega minori_migrantia Said il permesso di soggiorno quando suo padre perde improvvisamente il lavoro.

Prendendo spunto da questo tema, urgente e personalmente sentito, Rashid racconta l’evidente disconnessione tra la realtà italiana e il suo obsoleto quadro legislativo. E lo fa evitando la trappola del film a tesi, mettendo in primo piano il protagonista (Lorenzo Baglioni), continuamente braccato da una macchina da presa d’ispirazione neorealista, in una Firenze estiva, torrida e quasi irriconoscibile. Ne viene fuori un documento in bilico tra cinema-verità e finzione, che si interroga con sul complesso concetto di ‘straniero’ nella nostra realtà.

Ospiti speciali del pomeriggio Mohammed Hanifi e Arthur Alexanian, attori di Sta per piovere, che dialogheranno con il pubblico e con gli studenti dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. L’incontro con questi due protagonisti della cinematografia italo-irachena segue quello di mercoledì con il regista libanese Toufic Kreich, che ha conquistato gli studenti dell’Università Mediterranea con il suo cortometraggio Troubled Waters. Tante le domande a sfondo artistico ma anche politico e sociale che gli sono state rivolte dal pubblico, segno che l’interesse nei confronti del Medio Oriente è forte, anche in riva allo Stretto.

“L’arte e il cinema possono fare tanto per far conoscere all’Occidente la situazione in cui si trova il Medio Oriente. Il Libano, per esempio – ha dichiarato Kreich – è uno stato piccolissimo, forse più piccolo della Sicilia, ma centrale nello scacchiere della costruzione della pace per l’area. Se si riuscisse a fermare l’avanzata dell’Isis nel Paese si avanzerebbe di un tassello nella strada della pacificazione. Perché è vero che questi tagliatori di teste fanno paura, ma non sono affatto invincibili. Pur essendo formalmente in pace dal 1991, il conflitto israelo-palestinese, quello siriano e le recenti violenze in Iraq spingono venti di guerra sempre più forti sul mio Paese. La sfida è limitare il contagio”.