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Il mondo in testa, al CRAC di Lamezia Terme

Scritto da on 8 giugno 2017 – 11:16nessun commento

Si inaugura il 9 giugno, ore 19.00, al Centro di ricerca per le arti contemporanee (CRAC) di Lamezia Terme, Il mondo in testa, mostra collettiva a cura di Simona Caramia.
L’evento nasce dalla collaborazione con Nicoletta Grasso, anima del CRAC, che da tre anni si pone come attivo luogo di ricerca, di creazione e sperimentazione; come realtà che mira a sostenere la nuova generazione di artisti. E proprio giovani artisti sono i protagonisti di questo nuovo progetto: Alessandro Santo Badolato in collaborazione con Attilio Novellino, Leonardo Cannistrà, Carmela Cosco, Francesca De Fazio, Salvatore Insana, Tommaso Palaia, Zeroottouno aprono le porte del “mondo” attraverso il viaggio nell’arte e nella creazione.

Il viaggio è quella porta attraverso cui poter uscire dalla quotidianità, per addentrarsi in un mondo nuovo, inesplorato, più vicino al sogno, all’intimità, ai desideri. Ogni viaggio inizia con lo schiudere la porta del mondo in testa, dove risiedono l’immaginario e l’immaginifico, e si alimenta della scoperta di sé, attraverso l’esplorazione della realtà circostante, nel fronteggiare istanze esistenziali, antropologiche o cosmologiche, contaminate con il mitico ed il mitologico.

v1 per webMa ogni viaggio, fantastico o reale, è anche un’autobiografia, la cui narrazione rivela racconti nel racconto, divagazioni, ricordi e oblii. Nella terra del viaggio nessuno è uguale all’altro. Tutti sono stranieri in un luogo che cambia velocemente, ad un ritmo incessante; in un luogo in cui i confini si alterano, le prospettive si sovrappongono, i tempi si confondono. Nel viaggio, gli incontri avvengono per illuminazioni, per improvvisi crolli di barriere o frontiere, per contatti difficili e incredibili. Demistificando i moti dell’inconscio, la partecipazione ai ritmi cosmici, le visioni utilitaristico-antropocentriche, il viaggio induce ad un atteggiamento di analisi contrario alla tradizione dell’agire “umano”. Si pone così come condizione di azzeramento, che significa operare in una zona in cui non è ancora intervenuta alcuna formalizzazione. Una simile vacatio interpretativa è il terreno fertile per l’artista, che intuisce e segue questi percorsi con docilità ed attenzione, ma anche con scatti improvvisi ed impensati, sedotto dalla bellezza dell’ignoto.

Il mondo che l’artista porta con sé, nella sua testa, deriva dall’esercizio del viaggio: è un cortocircuito tra reale e illusorio, tra desiderio-aspirazione e quotidiano, poiché l’immaginario si alimenta del desiderio, che a sua volta prende forma solo se si è radicati nella quotidianità. Poiché tutto ciò di cui si fa esperienza è il punto di partenza per ogni conoscenza, dunque per ogni aspirazione. Spinto all’esplorazione e alla scoperta da uno spiccato sentimento di Meraviglia, l’artista compie il proprio viaggio; nella sua testa tutto si amplifica, tutto si trasforma, si arricchisce del suo immaginario. Egli rivela così la propria capacità di affezione, la propria brama di meraviglia, l’ansia per l’inatteso e al contempo mostra un nuovo modo di vedere il reale, quel passaggio da un paesaggio indistinto ad uno che prende forma nitidamente nella sua mente e ritorna alla realtà – sotto gli occhi del pubblico – in modo inaspettato e personale, alterato e vivificato dalla sua capacità di visualizzare l’immaginario.

Per info

CRAC – Centro di ricerca per le arti contemporanee

via Piersanti Mattarella, 11

Lamezia Terme