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Il Passo e l’Incanto. Tributo a Gianmaria Testa alla Biblioteca Comunale di Catanzaro

Scritto da on 17 ottobre 2016 – 11:07nessun commento

Mercoledì 19 ottobre ore 17.30, le parole, la poesia e la musica di Gianmaria Testa, scomparso lo scorso mese di marzo, risuoneranno nella sala della Biblioteca Comunale De Nobili all’interno della bellissima Villa Margherita, nel cuore del Centro Storico di Catanzaro, ne Il Passo e l’Incanto. Tributo a Gianmaria Testa, di e con Sasà Calabrese, a cura di Elena Bitonte

Un tributo intimo, chitarra e voce, il libro Da questa parte del mare ( Einaudi Editore, prefazione di Erri De Luca,) di Gianmaria in mano e una manciata di canzoni.

gianmaria-testa«Ciao socio, compare, fratello che non mi è capitato in famiglia e che ho cercato intorno, grazie di accomunarmi al libro della tua vita. Hai messo insieme pezzi del tuo tempo senza ricavarne un’autobiografia, perché non riesci a dire di te senza gli altri. Ti scansi dal centro, lasci il tuo capitolo all’ospite di turno. La tua diventa una multibiografia di persone e di luoghi, dove sei anche tu. Leggo la tua vita numerosa di altri, la tua scrittura a maglia di catena che li tiene insieme». (Erri De Luca)

Babasunde, che ha perso il suo nome. E quella ragazza intirizzita che cammina verso la stazione. Rrock Jakaj, violinista di Scutari. Jean-Claude Izzo, commosso dall’ascolto di una canzone di Murolo. E poi Tinochika detto Tino, che si è aggrappato con tutto se stesso allo sguardo di una donna. Gianmaria Testa ritorna – questa volta non nelle vesti di cantautore ma di scrittore – sul tema delle migrazioni contemporanee. E lo fa senza retorica e con il solo sguardo sensato: raccontando storie di uomini con una lingua poetica e tagliente, insieme burbera ed emozionata. A dieci anni dall’uscita del disco Da questa parte del mare, che ha ricevuto la Targa Tenco nel 2007 come migliore album dell’anno, quelle canzoni così vive e attuali generano qualcosa di nuovo: un altro tipo di scrittura e di voce. «Ho l’impressione che nei confronti del fenomeno delle migrazioni abbiamo avuto uno sguardo povero e impaurito che ha fatto emergere la parte meno nobile di noi tutti, – scrive. – Bisogna avere occhi, cervello e coraggio da spendere».
Gianmaria Testa, Da questa parte del mare, Ed. Giulio Einaudi Editore, prefazione di Erri De Luca

Ingresso libero.
Per informazioni e accrediti stampa:
Elena Bitonte
329.7415751
e.bitonte@hotmail.it