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Il Teatro del Carro al Fringe di ROma

Scritto da on 16 giugno 2014 – 19:32nessun commento

Michienzi_Bonaccurso - Arlecchino Deucalione _DSC0617Ci sarà anche “Arlecchino Deucalione”, nel fitto programma del Roma Fringe Festival. La compagnia Teatro del Carro andrà infatti in scena, diretta dal grande maestro contemporaneo della commedia dell’arte Michele Monetta – docente di Mimo e maschera all’Accademia Silvio D’Amico e riconosciuto maestro della tradizione della commedia dell’arte in Europa -, dal 15 al 17 giugno a Villa Mercede, con la produzione della residenza teatrale di Badolato “MigraMenti – Poetiche del viaggio”, inserita fra gli spettacoli previsti da quella che è una vetrina nazionale e internazionale del teatro indipendente, giunta quest’anno alla sua terza edizione.

 

Un’occasione importante per il Teatro del Carro che approfitta della pausa estiva per stringere nuovi rapporti e gettare le basi per collaborazioni future; e lo fa a partire da quella che è, tra le rassegne italiane di teatro indipendente, il riferimento per le comunità teatrali locali, un appuntamento atteso e unico nel suo genere.

Arlequin Deucalion è un testo, comico e sarcastico, che Alexis Piron scrisse quasi tre secoli fa per essere rappresentato nei teatri all’aperto delle fiere popolari di Parigi. Un testo in cui l’autore univa, con abilità, due elementi di grande attrazione per il pubblico: la più amata e la più nota delle maschere italiane, Arlecchino, e la mitologia classica.
Michele Monetta, docente di Mimo e Maschera all’Accademia Silvio D’Amico e riconosciuto Maestro della tradizione della Commedia dell’Arte in Europa, da tempo pensava ad una rielaborazione per la scena di questa opera così originale e mai rappresentata in Italia. Ha trovato nella Compagnia Teatro del Carro “Pino Michienzi”, non solo condivisione d’intenti, ma anche il materiale umano ed artistico (artisti tutti provenienti dalla Magna Grecia) necessario per una messa in scena efficace, entusiasmante, contemporanea.
Ne è nato, così, uno spettacolo in cui il dialogo fra la maschera di Arlecchino, che diventa Deucalione, l’unico sopravvissuto al diluvio universale, e quelle mito-contemporanee, astratte e senza tempo dei personaggi provenienti dal mondo classico, Melpomene, Talia, Apollo, Themis, dà vita ad una composizione dinamica su un incessante variazione di ritmi: una partitura fisica, musicale, visiva di grande qualità in grado di coinvolgere il pubblico degli adulti e dei giovanissimi di oggi.