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Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

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Jiri Menzel e Silvana Silvestri al Cineappuntamento di Ugo G. Caruso

Scritto da on 13 gennaio 2014 – 16:24nessun commento

A Rovito (Cs) martedì 14 gennaio 2014 primo Cineappuntamento del nuovo anno con il pubblico di Falso Movimento, al quale  Ugo G. Caruso propone un film inedito in Italia del regista ceco Jiri Menzel, Ho servito il re d’Inghilterra, tratto come tanti titoli della sua magnifica filmografia da un romanzo di Bohumil Hrabal. Il film verrà introdotto dalla nota giornalista e critica cinematografica Silvana Silvestri de Il Manifesto.

jiri menzel

“La storia racconta l’ascesa e la caduta di Jan Dite, un giovane cameriere nella Cecoslovacchia degli anni ’30, piccolo di statura, grande amante delle donne, mosso dall’ambizione di diventare un grande albergatore. Dalle prime esperienze di vita nella cittadina natale della Boemia dove truffa i propri clienti alla stazione, vendendo loro wurstel senza dare il resto, la sua  “scalata” sociale lo porterà in un bar vicino ad un postribolo e in seguito, grazie alla conoscenza di un milionario vero, in un grande albergo di lusso  che in realtà è un bordello dove personaggi dell’alta società cecoslovacca, come pure dell’èlite si distraggono dalle incombenze quotidiane confortandosi con cibo raffinato ed armoniose curve femminili. La fortuna poi vorrà portarlo all’Hotel Pariz, il più prestigioso di Praga, città in cui incontrerà l’amore della vita nelle fattezze di Lisa, una tedesca infervorata di nazismo. La sua esistenza, a questo punto, sarà segnata da una serie di svolte  inattese che vanno di pari passo con i mutamenti storici dell’Europa dell’est, dall’invasione nazista, alla II^ Guerra Mondiale, all’avvento del regime sovietico.

Il primo film del maestro della Nová vlna  dopo la morte di Bohumil Hrabal,  suo abituale compagno di sceneggiatura, mantiene perfettamente lo smalto surreale e fatalista dello scrittore ceco. Ancora una volta, pur alle prese con un budget insolitamente importante per un film est europeo,  Menzel si conferma regista magistrale dallo stile inconfondibile. Le tante trovate narrative, gli stacchi di montaggio con cui si passa elegantemente da un’epoca all’altra ci danno la cifra di una creatività fin qui inesausta, capace di rappresentare la vita anche nei suoi aspetti più tragici grazie ad un occhio sempre capace di stupirsi e ad una vena umoristica semplicemente geniale.” (Ugo G. Caruso)