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Lindo Nudo e Vincenzo Cirillo insieme in un omaggio a Tadeusz Kantor

Scritto da on 1 giugno 2016 – 18:35nessun commento

Con La guerra di Tadeusz la compagnia teatrale Rossosimona, capitanata da Lindo Nudo, incontra la compagnia Ombradipeter, diretta da Vincenzo Cirillo, per una messa in scena franco-italiana che debutta il 3 giugno alle 21 al Teatro dell’Acquario di Cosenza per poi approdare, nel 2017, al festival ItaliArt di Dijon, in Francia.

Sul palco i calabresi Noemi Caruso, Arianna Luci e Luigi Marino in una pièce che s’ispira a uno dei maestri del teatro novecentesco, Taudesz Kantor.

foto tadeuszCirillo, artista italiano residente in Francia, firma testi e regia di un lavoro sperimentale che fonde teatro di parola e teatro danza, cercando di rispettare l’idea teatrale kantoriana: il legame tra sogno e realtà.

Dopo essersi confrontato con Jerzy Grotowski in Polonia, Pablo Neruda in Cile, Antonin Artaud in Francia, Cirillo ritorna a Cosenza per la realizzazione di questo nuovo spettacolo che omaggia Kantor, di cui è stato allievo negli anni ’90.

La prima collaborazione fra la compagnia Ombradipeter di Cirillo e Rossosimona di Lindo Nudo era avvenuta con l’ospitalità dello spettacolo “La morte di Antonin Artaud” all’interno del progetto di residenza teatrale “Un piccolo teatro d’arte per l’area urbana”, con sede al Piccolo Teatro dell’Università della Calabria. Ora Caruso e Marino tornano a lavorare con Vincenzo Cirillo in una produzione che nasce interamente a Cosenza e di cui Noemi Caruso firma le coreografie.

Il piccolo Tadeusz, abbandonato dal padre, trova rifugio nei suoi sogni teatrali. Prova a ricostruire la sua vita identificando l’uomo con l’attore; prova ad avvicinare lo spettatore all’universalità di un’idea, senza rinunciare al piacere di confonderlo. Questa è la storia di una guerra senza sangue, piena di soldati fantasma. Una guerra fatta di uomini che amano, soffrono, lottano e muoiono. Una guerra neanche troppo diversa da tutte le altre guerre in quanto, anch’essa, inutile. Le immagini sono dipinti su un palcoscenico insolito, fatto di luci e ombre, dove al posto dei colori ci sono gli attori che diventano anima e corpo e parlano a tutti, non importa in quale nazione lo spettacolo venga rappresentato. La guerra di Tadeusz è fatta di milioni di storie e una sola: quella dell’umanità. Il sogno di questa rappresentazione è quello di mostrare l’ineluttabile precarietà della vita scuotendo lo spettatore dal sonno della  misera quotidianità”.