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Malaluna, Storie di ordinaria resistenza nella terra di nessuno al Teatro del Grillo

Scritto da on 11 ottobre 2013 – 19:16nessun commento

Domenica 13 ottobre 2013  al Teatro del Grillo di Soverato (Cz) va in scena Malaluna, di e con Rosy Canale, musiche di Franco Battiato.

Rosy Canale la violenza l’ha subita sulla sua pelle. Quarant’anni anni, nata a Reggio Calabria dove gestiva il Malaluna, locale, discoteca e ristorante.

 

Nel 2004 paga cara la sua ribellione alla ‘ndrangheta: dopo un anno di minacce, subisce un violento pestaggio (le rompono denti, un braccio, una mano, tre costole, il femore) per aver impedito di spacciare droga al Malaluna. È salva per miracolo, ma ci vogliono tre anni di riabilitazione per riprendersi. Si trasferisce prima a Roma, poi a New York, inseguita da nuove minacce.

 

Nel 2007, a seguito della strage di Duisburg  in Germania Rosy decide di non rimanere a guardare e si trasferisce nel cuore della ‘ndrangheta calabrese. Lavora come volontaria nella scuola e capisce che è da lì che le cose devono cambiare, dai bambini già vittime dell’ignoranza, dalle insegnanti remissive, dalla madri educate all’obbedienza che , incuriosite dai racconti dei figli, si avvicineranno a lei.

 

Rosy diventa la locomotrice del Movimento delle Donne di San Luca. Obiettivo: creare possibilità lavorative e culturali in un territorio considerato ad altissima penetrazione mafiosa, portare bambini e giovani su una strada diversa da quella solita, scontata e inevitabile perché unica.

 

La forza del movimento sono le sorelle, le madri e le figlie dei morti ammazzati che garantiscono, con turni di volontariato, l’apertura del centro ludico e di attività culturali.
Poi tutto finisce perché le promesse delle Istituzioni (in tanti si erano scomodati a dare sostegno) non hanno  avuto un seguito.


Rosy torna negli Usa, dove balza agli onori della cronaca su diverse prestigiose testate straniere. Il ‘Los Angeles Times’,  il ‘Seattle Post’, il ‘Washington Post’, la rivista svedese ‘Dagens Nyheter’ (allegata al maggior quotidiano del Paese) e il britannico ‘The Guardian’ le dedicano servizi ed interviste .

Nel 2013 mette in scena lo spettacolo teatrale Malaluna Storie di ordinaria resistenza nella terra di nessuno, un testo in cui c’è tutta la sua storia, a partire dalla sua infanzia, passando per i cortei funebri dei morti ammazzati e per i pellegrinaggi verso Santi e Madonne. La ribellione al Malaluna, la violenza.

 

Fino al suo impegno tra le donne di San Luca. Un racconto che si snoda inesorabile tra le pietre, i silenzi, la rassegnazione della gente, l’indignazione, l’insubordinazione alla ‘ndrangheta che ‘… non si nomina, la si intende senza pronunciarla. Nasce con noi, come quel senso disperato di sopravvivenza.’

 

Per Guglielmo Ferro, che ne è il regista, Malaluna è una storia individuale e collettiva insieme. <<La storia di Rosy Canale potrebbe essere il manifesto per una nuova Italia.La vita di una donna che ha fatto una scelta coraggiosa e che ha pagato per tutto quello che ancora il nostro paese non ha avuto il coraggio di fare. Così da porre il monito all’Italia e agli italiani di trovare in persone, come Rosy, un esempio da imitare. Allora forse questo povero paese riuscirebbe a rialzarsi con orgoglio come ha fatto questa donna calabrese massacrata dalla ‘ndrangheta>>.