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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Riccardo Muti e Gerard Depardieu a ArmoniedArte

Scritto da on 5 agosto 2014 – 19:13nessun commento

 

Dopo il trionfo riportato dalla straordinaria rilettura dei Carmina Burana da parte della Spellbound Contemporary Ballett, ARMONIEDARTE2014 entra nella parte cruciale del suo cartellone che vedrà nel prossimo weekend la presenza straordinaria del Maestro Riccardo Muti (venerdi 8, con INIZIO PREVISTO PER LE ORE 20.30), che dirigerà nuovamente i giovani calabresi strumentisti di banda – Orchestra giovanile di fiati di Melicucco e di Laureana di Borrello curati dal Maestro Maurizio Managò –  in un concerto siglato eloquentemente con il titolo “La musica non solo Forma, ma Salva.” Un evento di eccezionale rilievo che sta riscuotendo il tangibile interesse di appassionati che converranno da ogni angolo della regione per un appuntamento di importanza assoluta e non solo per la magnificenza del blasonatissimo intellettuale e direttore d’orchestra.

Sabato 9 e domenica 10 invece alle ore 22 ancora in prima assoluta, e sempre nella straordinaria cornice del parco archeologico Scolacium a Roccelletta di Borgia (Catanzaro), “L’ultima notte di Scolacium”.  Dramma storico in parole, musica, danza e immagini virtuali, nato da un’idea del Direttore Artistico di ARMONIEDARTE Chiara Giordano, con soggetto firmato dalla stessa Giordano insieme al giornalista Francesco Brancatella, che ne ha curato anche la sceneggiatura. Lo spettacolo è firmato per la regia da Cristina Mazzavillani Muti, mentre le musiche originali sono del Premio Oscar Nicola Piovani. L’inconfondibile vena visionaria ed evocativa, il coraggio di osare fino a narrare l’inenarrabile e, soprattutto, la straordinaria esperienza maturata nella creazione ed elaborazione di scene virtuali, capaci di dare corpo e vita a suggestioni in cui parola, musica, canto, immagine, gesto si fondono in un unico linguaggio, sono i tratti che da sempre definiscono lo stile registico di Cristina Muti impegnata in un nuovo lavoro che, dagli scenari del tradizionale repertorio operistico (come le trilogie verdiane realizzate nelle ultime edizioni di Ravenna Festival), la proietta ora in quelli dei protagonisti della storia del profondo sud della penisola. Con “L’ultima notte di Scolacium”, infatti, va in scena un affascinante scorcio di storia epica, cavalleresca e medievale in cui affiorano leggendarie figure mitiche tramandate dalle Calabrie. Ed è proprio in quella terra, in uno dei più ricchi e imponenti siti archeologici del il Mediterraneo, il Parco di Scolacium appunto, che troverà spazio, e ragione d’essere, l’azione teatrale scaturita da un’idea di Chiara Giordano e dalla penna di Francesco Brancatella.

Nel cuore di una fascinosa collina di ulivi, sullo sfondo del golfo di Squillace, sul mare Jonio, tra l’anfiteatro il foro e la necropoli romana, ai piedi dei resti della medievale basilica-fortezza normanna, si muoveranno i protagonisti di uno dei momenti storici che, tra l’XI e il XII secolo, più hanno segnato il destino delle Calabrie: il Gran Conte normanno Ruggero d’Altavilla (interpretato da Gerard Depardieu), magnanimo e saggio conquistatore, e la sua dolce moglie bambina Adelasia (nei cui panni si calerà Daniela Vitale), poi l’ambizioso e crudele cavaliere Boemondo (a cui darà voce Daniele Pecci) impegnato alla conquista di Bisanzio nella prima Crociata, di cui Adelasia, rimasta troppo presto vedova, si innamora perdutamente fino a cedergli ogni bene… destini in cui la storia si tinge di leggenda e che si intrecciano a quello della mitica figura di Morgana (il soprano Rosa Feola), fata e strega, donna appassionata ma anche evanescente illusione ottica. Quella Morgana che amando incondizionatamente Ruggero di Sicilia attraverso la magia gli permette di attraversare lo stretto tra Reggio Calabria e Messina per conquistare nuove terre.

Destini che si compiono e realizzano nel racconto-sogno di un’altra importante figura storica, Cassiodoro (interpretato da Eduardo Siravo), nato proprio a Scolacium, molti secoli prima del dominio normanno, nel 485, in età bizantina, poi approdato a Ravenna al servizio del re Teodorico, e infine tornato nella propria terra dove, abbandonata la politica, fondò un importante monastero. E’ lui il genius loci, ed è attraverso i suoi occhi e le sue parole che si dipana la storia-leggenda, è la sua “profezia” a tracciare e riassumere in sé il tempo e le infinite anime di questo luogo: greci, romani, bizantini, saraceni, normanni… 

“…perché il vero protagonista di questo spettacolo – come racconta Cristina Muti – in cui convivono riverberandosi l’uno nell’altro il mito e la storia, la leggenda e il racconto epico, non può che essere questo straordinario luogo. Un luogo che per la prima volta da semplice sfondo diviene nucleo centrale di una narrazione che prima di tutto vuole restituire l’emozione di antiche vestigia evocando i suoni e i colori di lingue dimenticate che si tingono dello sciacquio del mare”.

Così grazie al lavoro con il team creativo formato da Vincent Longuemare (light design) e Davide Broccoli (visual design), e alle scenografie virtuali realizzate dalla Capware di Gaetano Capasso (storico collaboratore di Piero Angela in Super Quark e già autore della ricostruzione virtuale di Pompei, Ercolano e dei Fori imperiali) dai ruderi risorgerà l’originaria architettura dell’antica basilica in un ponte spazio-temporale che da Bisanzio (e idealmente anche da quella Ravenna a cui è la vita stessa di Cassiodoro a condurci) arriva a lambire quell’incontro tra popoli e culture diverse, ideale approdo del potere normanno. In una sorta di “installazione sensoriale – spiega ancora la regista – che si nutre di luci e voci, di illusioni e musica, del grande artigianato d’arte dei maestri fuochisti del nostro Sud, e che ci porta alla scoperta di un mondo di straordinaria ricchezza culturale, un mondo che la storia ha condannato alla distruzione, ma sotto le cui rovine riusciamo ancora a intravedere la luce della speranza”. I Fratelli Enzo e Lorenzo Mancuso tra i più alti esponenti della tradizione musicale mediterranea – capaci di utilizzarla, reinventarla e interpretarla attualizzandola in maniera struggente – daranno voce ai due monaci che idealmente custodiscono le memorie del luogo deputato. I costumi sono di Flora Brancatella mentre gli interventi dei DanzActori sono coordinati da Filippo Stabile. Biglietti ancora disponibili nel circuito abituale di prevendite. Il concerto\evento di Muti è ad ingresso gratuito previa esibizione di regolare tagliando d’ingresso per cui hanno maturato prelazione tutti coloro che hannoo acquistato il biglietto per una delle due rappresentazioni de “L’ultima notte di Scolacium”.

Per tutte le altre info www.armoniedarte.com  

(Comunicato Stampa)