Primo Piano »

Arrivederci a presto!

3 aprile 2018 – 09:39 |

Cari amici e amiche, il nostro sito sospende le pubblicazioni.
 
Share

Leggi tutto »
Home » Eventi Segnalati

Storie di ordinaria umanità in uno spettacolo di Enzo Stancati, al Piccolo Teatro Unical

Scritto da on 15 maggio 2012 – 18:10nessun commento

Mercoledì 16 maggio 2012, ore 20.30, per la Stagione Teatrale  Last minute, organizzata da Libero Teatro e Teatro Rossosimona, il PTUPiccolo Teatro Unical, Arcavacata di  Rende (Cs),  la Compagnia Teatrale Hotel  de la Beance presenta Arriveranno, testo di Enzo Stancati,  curato e diretto da Mario Lino Stancati.

In “Arriveranno”, scrittura teatrale e fede religiosa si incontrano, narrazione storica e testimonianza divina si intrecciano, microstorie terrene ed eventi di importanza mondiale si abbracciano.

Attraverso il meraviglioso linguaggio della scena, l’autore – il professore Enzo Stancati (1948-2008), stimato storico delle religioni e appassionato credente – rende omaggio alla figura di Bahá’u’lláh (1817-1892), fondatore della Fede Bahá’i, la più giovane fra le religioni indipendenti del mondo.

“Arriveranno” è un’ opera teatrale formata da otto brani, scelti da altrettanti lavori di Enzo Stancati, ispirati al messaggio spirituale e alla figura storica di Bahá’u’lláh.

Una poetessa persiana, uno storico, una modella, un esule, il padre di un giovane martire, una scrittrice americana e un fuorilegge prendono voce sulla scena, offrendoci, attraverso una prosa intensa e diretta, bui momenti di dolore, situazioni limite colme di angoscia, racconti di avvenimenti atroci e brutali, ma anche storie di grande passione religiosa e luminosi quadri di salvifica speranza.

Recital per tre voci, concerto solista per chitarra elettrica, evento performativo per due corpi, body art, architettura scenografica e geometria delle luci: queste le modalità di espressione scelte per dar vita, suono, colore e materia ad un testo denso di emozioni, contrasti, sfumature, contenuti e poesia.

Sul palco, voci e corpi,  musiche dal vivo, linguaggi, sostanze ed energie diverse tra loro, trovano la loro unità scenica nell’offrirsi come mediatori fisici e vettori magici di un omaggio d’amore, di un canto di fede che l’autore ci ha lasciato in eredità per regalarlo a spettatori pronti e disposti ad udire storie finora sconosciute, ma che meritano di essere ascoltate e interiorizzate almeno una volta nella propria vita.

Arriveranno. Verranno in tanti: io non ci sarò più, né potrò caricarli su qualche treno. La verità li porterà da voi per sentire una parola finalmente sincera.

Le ipocrisie delle vecchie credenze li hanno stremati. Però non saranno come ve li immaginate, vi somiglieranno pochissimo, a parte le fattezze umane. Vagabondi, drogati, prostitute, reietti, ubriaconi, orfani, ladri, gente dei bassifondi, il frutto variopinto di ingiustizie antiche e recenti … Stipati nei vostri salotti, forse annuserete, appena usciranno, l’odore aspro di corpi non troppo puliti, il tanfo degli abiti,  scrosterete dai pavimenti la melma dei loro scarponi …

Non inarcate le ciglia davanti a quei vestiti, ai resti di cibo trangugiato in fretta che affiorano sui loro denti ingialliti … Non scacciate dalle finestre aperte l’alito pesante della loro presenza, perché ritorneranno a sfidare la vostra buona coscienza, a collaudare un amore sbandierato con le labbra. Chiamateli feccia, bastardi, emarginati; ma non ve ne libererete più…

Se, delusi anche da voi, non tornassero a riempirvi di vita e risate e tormenti, allora sì, sareste soli davvero e per sempre, amari di ingratitudine”.

                                                                  (da Arriveranno di Enzo Stancati)