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Suad e l’onore violato al Teatro Morelli

Scritto da on 10 gennaio 2014 – 09:46nessun commento

La Residenza Teatrale More al Teatro Morelli  in Via Oberdan, 46 di Cosenza,  in apertura del nuovo anno ospita la Compagnia Teatrale DiciassetteBi (partner del progetto di Residenza) col suo nuovo spettacolo Bruciata…Vive! il prossimo venerdì 24 gennaio 2014, ore 21.00

Scritta, diretta ed interpreta, insieme a Vicky Macrì, da Carmelo Giordano, la piéce è ispirata a “Suad – Bruciata viva – vittima della legge degli uomini”, un romanzo autobiograco pubblicato nel 2003 in Francia, che ha venduto milioni di copie ed è stato tradotto in 37 lingue.

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Suad, palestinese, 17 anni, resta incinta fuori dal matrimonio. Spetta agli uomini della famiglia riparare l’onore macchiato cercando di ucciderla cospargendola di benzina. Ma Suad si salva e con l’aiuto di un’altra donna, occidentale, componente di un’organizzazione umanitaria, riesce a raccontare la sua storia al mondo. Condividendo con altre donne la sofferenza, ma anche il coraggio e la forza della libertà e della dignità.

Per me Suad comincia da un commento sul Web. In un forum, fra i commenti alla recensione del libro, qualcuno, un maschio, ha scritto solamente che era “facile parlare degli aspetti negativi della Cisgiordania, ignorando bellamente tutti i suoi lati positivi” e che comunque “anche se era vero che c’erano ancora usanze tribali, queste erano confinate in villaggi sperduti e lontani dai flussi turistici”. Ecco! Quell’unico commento mi infastidiva, non perché fosse negativo, ché ognuno ha il diritto di pensare ciò che vuole, ma perché era indifferente. Come se anche uno solo dei momenti della vita di Suad giovane, nel suo mondo, in quello piccolissimo che conosceva, e che era il suo villaggio, con la sua legge, la legge degli uomini, potesse essere trattato come un fatto secondario. Ho approfondito il testo e il racconto di Suad è risultato terribile, per tutte le azioni che affollano gli spazi fra le parole; azioni che ti stringono allo stomaco indipendentemente dal genere, ma che risultano dirompenti se a pronunciarle è una donna. Ho voluto, allora, mettere in scena l’orrore, il terrore, la violenza e la sottomissione, che è la vita quotidiana, giorno dopo giorno, di donne la cui colpa è unicamente essere nate, femmine, in un luogo in cui una femmina vale meno di una pecora. Ognuna di queste suggestioni, ognuna di queste emozioni deve nascere, necessariamente, dalle parole; trovare tridimensionalità dalla consapevolezza che, per chi racconta, quelle parole sono state, effettivamente, azioni subite, dolori provati, assuefazione ad una normalità che in altri mondi non sarebbe nemmeno pensabile. A tutto questo si contrappone l’indifferenza, la banalizzazione, la lontananza, che diventano omertà, negazione di fatto e rifiuto di considerare che, nella quotidiana rincorsa alla normalità fatta di edonismo ed apparenza, nello stesso istante, in un altro luogo, si vivono e in modo fisico, non virtuale, scene di schiavitù ordinaria, normale anch’essa e che, per una che riesce a venirne fuori, anche con mutilazioni irreversibili, del corpo e della psiche, migliaia di altre donne subiscono, in silenzio, senza alcuna ribellione possibile. Bruciata…Vive! È il racconto di una fine, terribile ma necessaria perché ci sia una rinascita che consenta di raccontare la vita precedente, denuncia che spinga a prendere coscienza e posizione, anche personale. Girare gli occhi dall’altra parte e rifiutare la possibilità stessa che il fatto avvenga, è complicità offerta al violento.(Carmelo Giordano)

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