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Tra arte e danza, arrivano al Crac di Lamezia Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi

Scritto da on 5 gennaio 2016 – 17:15nessun commento

Venerdì 8 gennaio primo appuntamento con i nuovi codici dell’arte made in Italy al CRAC identifica il Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee di Lamezia Terme (CZ), che presenta sino al 17 gennaio la coppia Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi.

Il duo condivide il proprio percorso formativo dal 2001, studiando al liceo artistico discipline plastiche e figurative con Cesare Tacchi e Roberto Almagno. La loro ricerca visiva si integra sin actiodall’inizio con le discipline performative e la danza ed in seguito, l’indagine sullo spazio scenico attraverso gli studi in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma dove si diplomano nel 2009. Collaborano artisticamente dal 2008 anno in cui realizzano la loro prima creazione coreografica durante la frequentazione della “Stoa. Scuola di movimento ritmico e filosofia” diretta da Claudia Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio. Attualmente vivono in Germania. Ginevra ha studiato Intermedia alla Hochschule für Grafik und Buchkunst (HGB) di Lipsia ed Enrico Danza e Coreografia alla Hochschulübergreifendes Zentrum Tanz (HZT) a Berlino e lavora come danzatore per diversi coreografi.

A CRAC presentano una collezione di alcuni tra i loro più significativi lavori: “Empatia – otto capricci enfatici”, “Megafoni” e “Actio”. “Empatia – otto capricci enfatici” è composto da otto inquadrature fisse di paesaggi urbani. Il materiale di studio dal quale è stato sviluppato il lavoro è una raccolta di documentazioni di eventi tragici, come video, fotografie di guerra e antiche rappresentazioni, reperite dal web. Il distacco psicologico e patetico dall’evento documentato, l’impalpabilità del contenuto è il principale oggetto di analisi. In “Megafoni” i due oggetti gemelli emettono simultaneamente due differenti tracce sonore. Ogni traccia consiste nella megafonireiterazione di un breve frammento registrato di pianto. Sono delle sculture sonore che evocano la primigenia forma di divulgazione presentandosi come feticci decorativi. Il volume del pianto che emettono rimane basso così da richiedere all’osservatore una vicinanza maggiore, un ascolto intimo ed individuale. “Actio” è un lavoro che ha due forme visive: un video e una serie di 10 tavole. Entrambi, attenendosi alla struttura del trattato, sono composti da 10 capitoli che seguono fedelmente l’elenco dei gesti stilato da Quintiliano nella sua “Institutio Oratoriae”, in cui l’actio, o declamazione, rappresenta la prima prerogativa per l’utilizzo virtuoso del linguaggio e per lo scopo persuasivo