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Uno sguardo all’asteroide 2012-DA14 dal Planetario di Reggio Calabria

Scritto da on 15 febbraio 2013 – 18:49nessun commento

Venerdì 15 febbraio ore 21.00  il Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria incontra sul tema “Le mele cadono … e la Luna? … e l’asteroide 2012-DA14?”  il Dott. Maurizio Ternullo, astronomo dell’Osservatorio Astrofisico di Catania.

Già da qualche giorno i media raccontano del passaggio ravvicinato, il 15 febbraio, dell’asteroide denominato 2012-DA14 tranquillizzando, per fortuna, i cittadini sulla circostanza che si tratta di un passaggio assolutamente sicuro.

È comunque un evento importante, questo, dal punto di vista scientifico perché si tratta di un transito davvero molto ravvicinato.
Secondo l’Agenzia Spaziale Italiana passerà, infatti, ad appena 28.000 km dalla Terra circa un decimo della distanza Terra-Luna, al di sotto dell’orbita dei satelliti geostazionari per meteorologia e telecomunicazioni che si posizionano a 36.000 km di altezza.

Alle 20.25 l’asteroide sorvolerà l’Oceano Indiano orientale, al largo di Sumatra, ad una latitudine di-6° Sud ed una Longitudine di 97.5° Est e si troverà alla minima distanza. Il nostro ospite si fermerà con noi circa 33 ore, dalle 4:00 del 15 Febbraio alle 13:00 del 16 Febbraio e se le condizioni meteo lo consentiranno chissà che non potremo dargli un’occhiatina
anche con un binocolo.

L’asteroide 2012 DA14 è un “sasso spaziale” del diametro di poco superiore ai 50 metri.
L’oggetto, in termini astronomici, è piccolo: la sua massa stimata è di circa 130.000 tonnellate;l’interazione con l’atmosfera terrestre lo distruggerebbe in buona parte e la zona interessata alla eventuale caduta dei frammenti superstiti sarebbe molto limitata.
Viene classificato come un Near Earth Asteroids, cioè tra gli asteroidi la cui orbita può intersecare quella del nostro pianeta che sono circa il 2% di quelli noti.
La maggior parte degli asteroidi sono concentrati soprattutto tra le orbite dei pianeti Marte e Giove.

Il Planetario non poteva ignorare l’evento e, per quello che è il suo ruolo istituzionale e scientifico, intende riportare il fenomeno all’interno di quelle che sono le leggi fondamentali che regolano i moti dei corpi celesti.

Newton avrebbe scoperto la legge di gravitazione universale quando, riposando in giardino sotto un frondoso melo, sarebbe stato colpito sulla testa da una mela.
Perché avviene che le mele cadono sempre perpendicolarmente a terra? – egli pensò tra sé e sé.
Perché non cadono a zig zag o non vanno verso l’alto ma costantemente verso il centro della Terra?
E perché la Luna non cade? E quanto è alto il melo a cui è attaccata la Luna?

Newton concluse che vi doveva essere una forza, presumibilmente attrattiva, che incurvava la traiettoria dei corpi ed intuì che la forza che tiene i pianeti in orbita attorno al Sole fosse della stessa natura di quella che attrae gli oggetti verso la superficie terrestre; quindi è una forza di natura attrattiva che si esercita tra i corpi dotati di massa.
Il Sole, con la sua massa poderosa, costituisce l’attrattore principale di tutti i corpi del Sistema: oggi sappiamo che la forza gravitazionale è una delle forze fondamentali della Natura.

Come consuetudine, se le condizioni meteo lo consentiranno, dopo la conferenza, seguirà dal piazzale antistante l’osservazione del Cielo (visuale e con i telescopi) curata dagli Esperti del Planetario.