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9 ottobre 2017 – 13:19 |

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Vernissage, food, arte, musica a Catanzaro

Scritto da on 18 gennaio 2017 – 19:45nessun commento

Vernissage – food/art/music” l’appuntamento è il 27 gennaio  alla Città dello Spettacolo in viale Magna Græcia. Una manifestazione che mira a diventare un appuntamento culturale capace di coniugare le eccellenze del territorio unendo arte, cucina, musica e poesia. Presenti numerosi ospiti, TV locali, personalità del mondo dello spettacolo, esponenti delle associazioni artistiche, culturali, imprenditoriali e terzo settore. La manifestazione ha una finalità benefica, in quanto il ricavato della cena andrà a favore dell’Associazione Italiana Persone Down, una ONLUS che ogni giorno sostiene e aiuta le persone con sindrome di Down e le loro famiglie.

imgbio[1]Nella stessa serata è previsto il vernissage di Ivan Vaccari, aka Vanari, catanzarese, diverse esperienze all’estero, la folgorazione dell’ action painting, e poi la creazione di una nuova tecnica, Whip Art, l’arte a colpi di corda. Non esiste la fase del disegno, non si utilizzano matite o pennelli. Una volta preparata la base stendendo sul pannello di legno la tela di iuta, sacchi di caffè rigorosamente usati,  coperti di uno strato di stucco in modo del tutto casuale, che creano con il caffè aloni e macchie, applicando sopra una immagine iconografica del soggetto appartenente al mondo della Pop Art, decostruita, nei lineamenti e nei tratti essenziali.

Un progetto che sposa l’antichissima tecnica dell’incisione in cavo con l’informale gestuale, l’ action painting.
“Il colore viene applicato dolcemente, come una carezza, mediante utilizzo di spugne per poi essere, in modo più netto e rapido, “sferzato”, con le più svariate modalità, mediante corde intrise di pittura acrilica, riempiendo i vuoti di colore definitorio. La sovrapposizione dei colori è metodica, cadenzata, e la combinazione casuale e irripetibile. Nell’impatto della corda battente, si 13754095_904897419633770_7758989166912797948_n[1]ha la contestuale combinazione dei colori. Ogni impatto crea e definisce. Dalla gestualità, dalle movenze scaturisce la liberazione delle proprie energie. Nel “gesto” non v’è alcun momento cosciente, razionale, se non nell’intuizione della combinazione dei colori. Il tutto è un caos di tinte che, senza svelarla, definiscono l’immagine stravolgendo il concetto di espressionismo astratto, in piena coerenza con la contrapposta corrente artistica della Pop Art.
Con la totale estrazione dell’iniziale foto decostruita, non più riconoscibile in quanto sovrastata dai numerosi colpi di corda, affiora, come per incanto, l’immagine inizialmente pensata, i suoi nitidi contorni, la sua espressività. La foto reale del personaggio o dell’oggetto, quasi come un negativo, lascia indelebile, sulla base di stucco, la propria anima che provoca quel meccanismo del riconoscimento.
Come scrisse Henry Adams “ Il caos spesso genera la vita, laddove l’ordine spesso genera l’abitudine”.
(Dal Comunicato Stampa)