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A Gutenberg #10 Franco Lo Piparo presenta il ‘suo’ Gramsci

Scritto da on 25 maggio 2012 – 07:43nessun commento

Sabato 26 maggio, ore 9.00, all’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro, Franco Lo Piparo incontra il pubblico di Gutenberg #10 per parlare di una tesi destinata a fare ancora per parecchio discutere, esposta nel libro I due carceri di Gramsci.

Lo Piparo, uno dei maggiori  studiosi del pensiero gramsciano, nel libro segue l’ ipotesi, già seguita da altri con punte anche propagandistiche, secondo cui l’originalità del suo pensiero avrebbe portato Gramsci alla fuoriuscita dal Pci e dalla teoria e dalla prassi marxiste e comuniste.

Lo Piparo esamina una delle lettere inviate dal dirigente comunista alla cognata Tania  ma anche l’ipotesi che uno dei Quaderni dal carcere sia stato fatto scomparire da Togliatti perché ritenuto troppo eterodosso per ricavarne la tesi di un progressivo allontanamento di Gramsci dal partito comunista e dal raggio d’azione marxista-leninista.

Secondo Lo Piparo «Gramsci (è) personaggio ancora da scoprire. Che negli anni trenta sia stato un critico del comunismo realizzato, ormai tutti lo riconoscono. I Quaderni sono il documento della sua travagliata riflessione. Si sente prigioniero di due carceri. Probabilmente capisce i doppi ruoli che svolgono la cognata Tania e l’amico Sraffa. Li sente come amici, ma sa che sono condizionati da forze più grandi di loro. Accetta l’ambiguità della situazione in cui tutti si trovano. Prova a sfruttarla. Alla fine riesce ad uscire dal carcere fascista. Rimane l’altro carcere. Umanamente più doloroso. Da esso non ne uscirà nemmeno con la morte».

 

RECENSIONI

Il testo, anche se si sviluppa in forma interlocutoria sugli scritti dell’ultimo Gramsci e sui suoi rapporti con il partito comunista, senza pervenire a conclusioni definitive, può essere ritenuto alquanto pregevole per l’interesse che suscita intorno alla figura di Antonio Gramsci, grande protagonista della storia politica e letteraria del secolo scorso tramite  l’attento esame delle “ Lettere dal carcere” diario intimo dell’autore. Franco Lo Piparo, con la capillarità del linguista esamina una parola dopo l’altra, una particolare lettera del 27 febbraio del 1933, definita dalla cognata Tania “un capolavoro di lingua esopica”, cercando di rintracciare il vero pensiero di Gramsci sotto la copertura metaforica del linguaggio. “I due carceri di Gramsci” rappresentano il dramma di un uomo, prigioniero del carcere fascista e di quello più doloroso, che lo vede occultato da manipolazioni e false interpretazioni del suo pensiero e della sua volontà.