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Anime nere di Gioacchino Criaco. Mafie antiche e moderne nei destini di ragazzi di Calabria

Scritto da on 21 maggio 2012 – 18:32nessun commento

Martedì 22 maggio 2012 lo scrittore Filippo Rosace e il regista Francesco Munzi inaugurano Gutenberg #10 con il libro Anime nere, dal quale è stato tratto un film a breve in uscita nelle sale.

Anime nere traccia la parabola esistenziale di tre giovani figli dell’Aspromonte che, bramosi di conquistare una vita diversa da quella ricevuta in dote, intraprendono un cammino fuori dalle regole

Danno e subiscono violenza, in un crescendo febbrile che dilagherà sempre più lontano: dall’Italia settentrionale all’Europa. I personaggi, Luciano, Luigi e la voce narrante, percorrono sino in fondo il sentiero di sangue da loro stessi tracciato.

 

Sono contigui alla ‘ndrangheta. E cattivi. Ma alla loro cattiveria hanno contribuito in tanti.

 

La distinzione fra il bene e il male è però netta, impietosa, anche se nella loro vita, oltre alla violenza e al dolore, c’è una realtà inaspettata, fatta di affetti, amore, arcaicità. E c’è il mondo modernissimo di Milano, dei traffici, della corruzione. Sulla loro strada incontrano trafficanti di droga, terroristi arabi, imprenditori, politici, in una commistione che riflette il volto impresentabile della nazione.

 

 

Recensioni

 

Il romanzo anime  nere m’induce ad una riflessione su un fenomeno  che riguarda molto la  nostra comunità,è un  tema  alla  quale noi ragazzi  siamo particolarmente interessati:Mafia,Camorra,Ndrangheta sono termini di comodo,riduttivi per comprendere  un fenomeno così vasto e articolato. E’ uno stato nello stato, è  un sistema che corrompe, che non lascia spazio alla legalità e alla  libertà  e allora sorge spontaneo porsi  una domanda: Perché i giovani  prediligono l’illegalità?forse sono  posti davanti ad un bivio?

I giovani che favoriscono l’illegalità,in realtà di scelta ne hanno ben  poca, sono il prodotto di contesti quasi sempre segnati  da  molteplici fattori come povertà,fragilità,emarginazione,molti giovani sono  costretti a prenderne  parte. La mafia acquista consenso, ingannando ragazzi dall’incauto ingegno che spesso  diventano l’ordigno esplosivo nelle mani di faziosi, e vittime di uomini prepotenti.

Il mancato sviluppo dovuto anche alla sinistra tolleranza delle istituzioni nei confronti di questo fenomeno criminale e le scarse  opportunità di lavoro, consentono alla  mafia  di esistere. Essa prima offre ai giovani liquidità, e alla  fine prende il sopravvento nelle  forme di controllo del territorio tanto che ormai in alcuni luoghi si  è instaurata una tacita convivenza in cui la mafia vive con il  consenso  della  popolazione che a  causa  della  sua ignoranza non l’ostacola.

Spesso si tende ad associare il fenomeno  mafioso al contesto meridionale ma è noto a tutti che  nell’Italia Settentrionale la mafia reinveste il denaro sporco, questo l’ho dedotto leggendo il  romanzo “Anime Nere” ,nel  quale i tre ragazzi Luciano,Luigi e la voce narrante entrano  nel vortice  della “Ndrangheta” allettati dal guadagno facile di denaro  ma ben presto comprendono che questo  li ha portati a  diventare dei veri e propri criminali.

Claudia Camerino