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Il vigneto del presente di Filippo Rosace. Inaspettati amori e moderni intrecci criminali

Scritto da on 21 maggio 2012 – 18:59nessun commento

Martedì 22 maggio, ore 17.30, Filippo Rosace presenta a Gutenberg #10, all’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro, il suo libro d’esordio, Il vigneto del presente.

Due mondi sideralmente lontani, quelli di Maria Pastore e Loris Boboni. Loris, emiliano trapiantato nella Milano dell’alta finanza, è convinto, dalla propria storia familiare, che nella vita si debba contare solo su stessi. Maria è una timida studentessa meridionale cresciuta all’ombra di genitori desiderosi di una vita migliore per lei, e per questo disposti a nasconderle un piccolo segreto.

A farli incontrare l’involontario impatto con la criminalità organizzata, ormai radicata con forza anche nei salotti buoni di Milano.
Ad emergere lentamente sono due realtà diverse dell’Italia di oggi, due mondi che sono le facce opposte della stessa medaglia: la violenza brutale della camorra, che si afferma con la punizione esemplare, con il fatto che deve suscitare clamore e terrore, e la raffinata conduzione degli affari di famiglia della ’ndrangheta, la consegna del silenzio poiché a nulla giova attirare l’attenzione.

Filippo Rosace,  è laureato in Conservazione dei Beni culturali presso l’Università di Parma, vive da diversi anni a Reggio Calabria, è documentarista e responsabile dell’Ufficio Biblioteca presso il Consiglio Regionale della Calabria. Giornalista pubblicista, collabora alla rivista “Narcomafie”. È al suo primo romanzo.

 

Recensioni

Del romanzo Il vigneto del presente mi ha colpito la vicenda di Michele, l’inconsapevole innocente fidanzato di Maria, la protagonista femminile. Così sono andata sul mio pc e ho visto che basta digitare su di un qualsiasi motore di ricerca le parole vittime di mafia ed ecco comparire decine di siti corrispondenti ad altrettante associazioni, che riportano fedelmente i nomi di coloro che sono morti per mano di una qualche organizzazione criminale. Alcune di queste liste sono talmente dettagliate da specificare la denominazione esatta dell’organizzazione colpevole di quel decesso, la data di nascita e di morte della vittima (che spesso, troppo spesso, è un minore).

Dando uno sguardo neanche troppo attento a questi tristissimi elenchi, si nota che il maggior numero di nomi appartiene alla “categoria” vittime di mafia. Scorrendo la lunghissima lista troviamo nomi importanti, nomi tristemente familiari, compagni di un destino comune il cui epilogo ha lasciato un segno, nomi come quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati e fra loro amici, la cui morte ha sconvolto l’opinione pubblica e segnato un capitolo di storia tra quelli più cupi del nostro Paese producendo un boato, nelle coscienze di molti, per nulla inferiore a quello prodotto dalle deflagrazioni dell’esplosivo utilizzato per ucciderli; c’è il nome di Peppino Impastato, che non volle assoggettarsi alle dinamiche familiari cui apparteneva e che lo avrebbero visto vinto dinanzi ad una mentalità che non sentiva propria e contro cui si scagliò con coraggio e spirito di giustizia pagando con la vita tale dissenso.

Questi sono solo alcuni tra i molteplici nomi noti di personaggi le cui vite sono state spezzate da quel cancro che è la mafia. Altra “categoria “ è quella rappresentata dalle persone appartenenti alle forze dell’ordine cadute mentre svolgevano eroicamente il loro servizio allo Stato.

Ma ci sono tante altre categorie di vittime di questa triste piaga, vittime i cui nomi non risultano familiari, vittime tristemente sconosciute, uomini o donne o bambini che si sono trovati un giorno nel posto sbagliato al momento sbagliato o che si sono resi loro malgrado testimoni involontari, vittime invisibili che non passeranno alla storia come eroi e per le quali non saranno celebrati funerali di stato.

Questo è successo mentre cercavo di analizzare il personaggio di Michele, ne Il vigneto del presente, vittima inconsapevole della camorra trovatosi coinvolto in un qualcosa più grande di lui senza sapere né come né perché.

Non smettiamo mai di ripeterci che bisogna essere prudenti in ogni circostanza, in una società in cui un errore può costare la vita, una società dove le istituzioni spesso e volentieri sono colluse con la mafia, la precauzione e la prudenza sono l’unica luce che può guidare i nostri passi.

Mi piace concludere il mio intervento con le parole di Giovanni Falcone, parole che tentano di arginare la nostra paura con lucidità e chiarezza:

”La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.”  (Giovanni Falcone, Cose di Cosa Nostra, 1991).

Janise Cristallo (Studentessa Liceo Classico P. Galluppi)

 

Dopo aver letto Il vigneto del presente di Filippo Rosace, durante la discussione in classe la nostra attenzione è stata catturata da alcuni passaggi del romanzo che richiamano alla nostra terra.

Abbiamo notato che i luoghi in cui si muovono i personaggi del romanzo si trovano in Lombrdia, Emila Romagna e Campania, eppure la Calabria è ben presente, perché è la terra natia di Francesco Alinaci, il datore di lavoro di Loris, il protagonista, e perché quando in Sardegna Loris incontra i soci del suo capo, proprio in una villa con un bellissimo vigneto, nota che essi sono uniti da un legame di sangue e di terra, cioè sono tutti Calabresi e tutti parenti. Quando Loris torna a Milano dopo questo incontro compra un DVD sulla Calabria per capire qualcosa di più sulla famiglia del capo.

Queste pagine hanno colpito la nostra attenzione; perché dapprima abbiamo notato l’associazione tra calabresi e mafiosi, poi abbiamo visto la Calabria rappresentata nelle sue bellezze naturali.

A questo punto abbiamo scelto di fondere le parole di Loris, che nel romanzo commenta le bellezze della nostra amata terra, e le notizie che abbiamo appreso dal Procuratore generale di Bologna, già Procuratore dell’Antimafia Dott. Emilio Ledonne, che raccontano dell’offesa che viene fatta alla Calabria da alcuni dei suoi abitanti.

E’ nato così un video che prova a mettere insieme le parole del romanzo, il resoconto delle indagini della Direzione Nazionale Antimafia e i nostri pensieri, attraverso le immagini che li hanno ispirate. Lo sfondo musicale distingue i diversi momenti in cui si articola il video e la scelta dei caratteri evidenzia le parole di Loris, di Francesco e quelle del Procuratore Ledonne.

Gli alunni della V A Liceo Classico P. Galluppi