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E’ la creatività, bellezza…Mani Festival, dall’8 aprile a Catanzaro

6 aprile 2017 – 08:36 |

-3 al debutto di Mani Festival, la kermesse che tributa un omaggio all’ingegno e alla creatività made in Italy portando tutti i week end di aprile a Catanzaro in una straordinaria location quale quella del Complesso del San Giovanni, artigiani, …

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MEET Project, buone pratiche di innovazione sociale. L’intervista

Scritto da on 9 maggio 2017 – 08:19nessun commento

Innovazione sociale. Sembra semplice e invece è un concetto complesso, per il quale esistono diverse definizioni. La più nota forse è quella che Murray, Grice e Mulgan hanno usato nel Libro bianco sull’Innovazione Sociale, che spiega  che per innovazione sociale si intendono nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che soddisfano dei bisogni sociali e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni. In poche parole, buone idee che moltiplicano le possibilità e il loro raggio d’azione a beneficio del sociale.

Attività che coprono bisogni o fanno fronte a emergenze sociali e ambientali, colmando i vuoti lasciati in questi anni dal pubblico. Dietro c’è la consapevolezza che si possano produrre beni e servizi utilizzando le risorse esistenti e coinvolgendo gli attori sociali. Innovazione sociale significa infatti coinvolgimento di soggetti diversi, trasversalità, contaminazioni di idee e valori. Creazione di valore sociale e miglioramento della comunità. Una partita che si gioca anche a Sud dove sono meetproject 1sempre di più le organizzazioni e i comuni che hanno accettato la sfida.

Per capirne di più abbiamo chiesto a Elio Lobello, che si occupa da tempo di progettazione per il sociale, fondatore insieme a Claudia Foresta e Viviana Gentile di MEET Project, associazione diventata cooperativa sociale, con sede a Catanzaro, di parlarci di questa esperienza. Elio, Claudia, Viviana, insieme ad Alessandra Lobello, Stefano Lo Iacono, Barbara Rosanò sono partiti dall’idea che sviluppo della comunità significhi riattivare le economie locali, valorizzare le competenze, coinvolgere gli stranieri. Una startup del sociale che ha fatto della sostenibilità, dell’inclusione, della gestione intelligente dei territori, del partire dal basso e del meticciato, di popoli e saperi, le sue parole d’ordine.

 

Ciao, Elio, cominciamo dall’inizio. Cos’è MEET project?

MEET project è un’entità ibrida, che opera nel sociale, a contatto con categorie svantaggiate, quali possono essere rifugiati e richiedenti asilo, al fine di favorire il loro inserimento lavorativo nella società, ma è anche una realtà che prova a fare innovazione sociale, intesa come promozione di nuove pratiche di vita a partire dagli elementi della società in cui viviamo.

Per questo motivo, sempre a partire dal tema del lavoro, puntiamo molto allo sviluppo di modalità innovative di lavoro, ad esempio attraverso la logica del co-working, promuoviamo occasioni di socialità che si basano sul protagonismo giovanile (anche attraverso gli scambi internazionali) e sui servizi di prossimità contribuendo alle attività del Centro Polivalente per i Giovani.

In partenariato con altre realtà virtuose come il Centro Calabrese di Solidarietà, Aniti meetproject2Impresa Sociale e HackLab Catanzaro partecipiamo a bandi come Culturability, uno fra i più importanti bandi sulla rigenerazione urbana in Italia (stiamo attendendo in questi giorni il risultato), per costruire progettualità sulla rigenerazione di spazi urbani che rivalutino le nostre periferie. In un momento in cui il settore del sociale è fortemente in crisi finanziaria, ma anche d’identità, costruire ibridi organizzativi che facciano inclusione, ma anche economia, è cruciale soprattutto per le giovani realtà come la nostra che oggi si trova a operare in un ambiente in cui la tradizionale distinzione fra Stato, Mercato e Terzo Settore perde sempre più velocemente di senso, costringendo chi ha voglia di investire su se stesso ad agire nell’ottica della cooperazione, che diventa un valore non solo fondante, ma anche di indirizzo dell’agire sociale.

 

L’ innovazione sociale è il cuore della vostra attività, ma non solo …

Si, tanti sono gli obiettivi, tante le iniziative che descrivono la missione di MEET Project e tantissime sono le idee che danno vita alle attività. Probabilmente, c’è qualcosa che più delle altre rappresenta il nostro modello d’impresa, o per meglio dire che assomma in se le sue varie anime, ed è il progetto Giovani&Futuro Comune.

Lo scorso anno, durante una lunga attività di semina per costruire la nostra rete di relazioni nella regione, abbiamo conosciuto Talent Garden Cosenza e Anna Laura Orrico, abbiamo capito che anche nella nostra terra si muovevano delle forze positive e propositive. Conquistati dall’esperienza di TAG e dall’energia dei suoi fondatori, alcune piccole collaborazioni ci hanno fatto conoscere meglio e conquistare la fiducia reciproca. Per questo, al principio dell’estate, proprio Anna Laura ci ha proposto di costituire il gruppo locale (Local Education Team – LETEAM) del progetto Giovani&Futuro Comune che Fondazione Vodafone e Fondazione Con il Sud avevano finanziato a beneficio dell’Associazione Goodwill e di Talent Garden Cosenza. L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare i beni comuni presenti nella regione messi a disposizione dagli enti locali attraverso progetti d’impresa proposti e realizzati da ragazzi delle quarte e quinte classi degli istituti superiori, con il supporto appunto di alcuni gruppi locali.

 

Ce ne vuoi parlare?

Questo progetto assomma al suo interno tutti e quattro gli ambiti di interesse di MEET project, va infatti ad includere la valorizzazione degli asset culturali, artistici e ambientali della regione e lo fa attraverso una attività di cooperazione di tipo trasversale che include enti locali, scuole, associazioni di categoria e imprese, diffondendo nel contempo la cultura d’impresa fra i più giovani.

meetproject 3Dunque, alla ripresa dell’anno scolastico 2016/2017 è iniziato il nostro lavoro di Local Education Team all’interno di 3 istituti superiori della provincia di Catanzaro, l’Istituto Superiore di Sersale, l’Istituto “Costanzo” di Decollatura e l’Istituto Agrario “Vittorio Emanuele II” di Catanzaro.

Con nostro grande piacere, abbiamo anche avuto la possibilità di integrare un’ulteriore aspetto che per noi è di fondamentale importanza, ossia il dialogo interculturale. Infatti, nelle classi in cui ci siamo trovati a lavorare diversi sono gli studenti stranieri in particolare provenienti dall’Egitto. Questo ha ulteriormente caratterizzato e dato valore a quello che è il nostro principale progetto, ossia Impresa MEETiccia, volto alla promozione dell’attività di impresa fra italiani e stranieri.

Il lavoro che da novembre del 2016 svolgiamo all’interno delle tre scuole, e che parallelamente stanno svolgendo altri LETEAM nelle altre provincie calabresi, porterà nel mese di maggio 2017 ad una competizione finale che premierà i cinque migliori progetti, uno per ogni provincia, presentati dagli studenti stessi, ai quali saranno affidati 30.000 euro per realizzare azioni di valorizzazione dei beni comuni.

Nell’area di Catanzaro i beni comuni messi a disposizione dagli enti locali sono l’Abbazia di Santa Maria di Corazzo nel Comune di Carlopoli, il Parco della Biodiversità a Catanzaro e il Centro Servizi Avanzati Condoleo che si trova fra Belcastro e Mesoraca, questi ultimi due di proprietà della Provincia di Catanzaro.

L’esperienza di Giovani&Futuro Comune, che si concluderà a fine anno, dopo un’attività di mentoring e coaching ai gruppi vincitori per accompagnarli nelle fasi iniziali della loro attività d’impresa, sta rappresentando per noi una grande opportunità di crescita e di costruzione di reti positive nella regione, ci ha dato la possibilità di testare ulteriormente la nostra abilità di formatori e mentor e ci ha anche fornito alcuni strumenti per potenziare le nostre iniziative nei vari ambiti in cui operiamo.

 

Prossimi appuntamenti?

L’8 maggio saremo alla Cittadella regionale, unica realtà privata invitata alla presentazione del Rapporto Censis sulla immigrazione e presenza straniera in Italia mentre dal 12 maggio partirà Un mare di diritti, laboratorio giuridico sul diritto dell’immigrazione, destinato ad operatori giuridici e mediatori culturali, ma non solo.

Intanto al Centro di Aggregazione Giovanile, nel centro storico del capoluogo regionale, riaperto dopo mesi di lavori per la sua riqualificazione, la Cooperativa ha inaugurato il primo Community hub, “uno spazio che ricuce i rapporti all’interno della comunità” offrendo servizi sociali e culturali ad ampio raggio, uno spazio co-working che potrà essere utilizzato dalle startup sul territorio, occasioni formative, un Euro-corner che fornirà informazioni sui bandi comunitari, servizi di accompagnamento allo studio. Niente fondi pubblici ma la caparbietà e l’entusiasmo contagioso di un gruppo di giovani donne e uomini che hanno deciso di tornare nella propria terra per creare insieme a realtà associative e ai cittadini, come accade da tempo in altre città italiane, occasioni preziose per stimolare la comunità a generare nuove idee ed energie. Una sfida da accogliere insieme.