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Calabria experience : Civita

Scritto da on 7 settembre 2014 – 10:37nessun commento

E’ stata inserita tra i Borghi più belli d’Italia, e premiata con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per le sue caratteristiche artistiche, storiche, paesaggistiche, incastonata com’è tra le rocce del Pollino, le Gole del Raganello, meta gettonata dagli amanti del torrentismo, il misterioso Ponte del Diavolo e la parete rocciosa della Pietra del Demanio. Stiamo parlando di Civita, in provincia di Cosenza, borgo tra i più affascinanti della Calabria, sede di una delle comunità albanesi più antiche e attive in Italia, dove ancora si parla la lingua degli avi e le funzioni religiose si celebrano secondo il rito bizantino.

civita 1Qui si ballano a secoli di distanza le Valije, che celebrano le gesta di Giorgio Castriota Scanderbeg, mitico fondatore dell’Albania, che nel XV sec. difese l’Occidente dall’invasione turca. Qui si celebrano giorno dopo giorno la storia e le tradizioni Arbereshe, che hanno dato vita con quelle autoctone a un singolare impasto che probabilmente non ha eguali in tutto il mondo.

 

Un borgo che ha sapientemente saputo coltivare tutti i suoi tesori, i suoi miti e i suoi misteri, e promuoverli in Italia e all’estero, attirando ogni anno centinaia di visitatori e l’attenzione dei media. Di Civita qualche giorno fa si è occupato anche Vino Way.it, uno dei più noti portali dedicati al vino e alla gastronomia del Bel Paese, con un articolo di Malinda Sassu, che scrive:

Benvenuti a Civita, il borgo che è poesia, signora misteriosa e magica, adagiata tra le dolci cime del Parco del Pollino, in terra di Calabria. Benvenuti nel luogo dove s’impara la storia senza far lezione perché è qui che il tempo si è fermato tra il calore, la genuinità e l’ospitalità tipica degli arbëreshë….

Aggirandosi tra i vicoli del borgo si respirano ancora preziose memorie: il centro storico ha la bellezza di un piccolo presepe ed è caratterizzato dalle gjitonie, veri e propri punti di aggregazione sociale dove, lontani dai clamori della città, ci si riunisce ancora in strada, per ricamare e conversare … e tra salite e discese, tra piccole piazze e fontanelle, ecco le case Kodra, costruzioni antropomorfe che ricordano il volto umano, per poi alzare gli occhi e ammirare sui tetti quello che è il simbolo di Civita, i comignoli. Emblemi dalle forme e dalle storie più strane e diverse, che richiamano misteri e magie: ogni comignolo è un piccolo capolavoro artistico che resiste senza fatica al peso del tempo. Ogni casa ne esibisce orgogliosamente uno diverso, come quello che auspica buon augurio o vuole semplicemente essere uno “scacciadiavoli”, fino al comignolo dalla forma di torre all’altro con le maschere. Di sicuro, opere antiche di un arte minore che caratterizza i tetti di un borgo così grazioso.

Civita può essere utilizzata tuttavia anche come base per le escursioni verso il Parco del Pollino,  passeggiando tra abeti e gole raganello1pini loricati  per raggiungere le vette del Dolcedorme e del Monte Pollino, a oltre 2200 metri di altezza, sperando di incontrare i pochi esemplari esistenti di specie sempre più in via d’estinzione come l’aquila reale e il lupo, e verso le suggestive Gole del Raganello, tra cascatelle e laghetti cristallini, sovrastati da pareti rocciose alte sino a 700 m. e punteggiate da massi incastrati tra le rocce, sospesi a pochi metri dal torrente.

Nei dintorni del paese suggeriamo di visitare l’antica Filanda e un vecchio mulino, oggi trasformati in Ecomuseo, con macchine ancora funzionanti, superati i quali si arriva alla Timpa del Demanio e, dopo aver percorso oltre 600 gradini, al Ponte del Diavolo per arrivare al fiume, racchiuso in un canyon dai colori lunari.

 

Civita. Un mix incredibile di natura, storia, arte, tradizioni che dovremmo imparare a conoscere meglio tutti. Calabresi compresi.