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Itinerari: cuore verde del Mediterraneo, le Serre Calabresi tra boschi secolari e archeologia industriale

Scritto da on 25 maggio 2011 – 11:06nessun commento

Il territorio delle Serre si colloca al centro del territorio calabrese, tra la Sila e l’Aspromonte, estendendosi dall’istmo di Marcellinara, il punto piu’ stretto d’Italia, dove solo 35 chilometri dividono il mar Ionio dal mar Tirreno, verso sud.

Un viaggiatore inglese, visitando questi luoghi nel 1828, scrisse che “vi era qualcosa di tanto selvaggio e di tanto tenebroso in quelle montagne, dai boschi fitti ed oscuri, da soggiogare la mente“.

Territorrio caratterizzato dalla presenza di estesi boschi misti di latifoglie e di conifere, che dalle cime si estendono fin quasi a valle, attraversati da numerosi corsi d’acqua e spettacolari cascate, le piu’ imponenti quelle del Marmarico nel territorio di Bivongi, con un salto complessivo di oltre 100 metri, seguite da quelle di Pietra Cupa, lungo la fiumara Assi.

Il Bosco Archiforo e Bosco di Santa Maria nel territorio di Serra San Bruno, ancora ben conservati, testimoniano l’aspetto originario del panorama boschivo delle Serre, esibendo gli unici esemplari di abeti giganti centenari misti a faggi.

San Brunone di Colonia, fondatore della Certosa di Serra San Bruno, prediligeva questi luoghi per i suoi eremitaggi e qui soleva isolarsi per fare penitenza.

 

Il Bosco di Stilo si trova nelle vicinanze del complesso monumentale della Ferdinandea, vasto complesso inaugurato nel 1832 da Ferdinando II di Borbone, da cui prende il nome, che comprendeva il villino di caccia, la ferriera, la caserma, gli edifici residenziali e amministrativi, le scuderie e le stalle.

Stilo e’ nota per aver dato i natali al filosofo Tommaso Campanella ma anche per il suo delizioso centro storico, che ha mantenuto intatte le proprie vestigia medioevali, e in particolare per la celebre Cattolica, una delle rare e ben conservate espressioni di arte bizantina in Calabria, testimonianza dei numerosi centri del monachesimo basiliano diffusi sul territorio.

Nelle vicinanze, la vallata della fiumara Stilaro che per la sua ricchezza mineraria del sottosuolo e dalle favorevoli condizioni morfologiche ed idriche e’ stata definita come la “culla della prima industrializzazione meridionale“.

Risorse gia’ utilizzate nell’eta’ del ferro dalla popolazione locale e che nell’ VIII secolo a.C. con l’arrivo dei Greci, fondatori della citta’ di Caulon, vennero sviluppate ulteriormente fino a quando i Romani, nei pressi di Stilo, diedero luogo a una colonia penale per i “damnati ad metalla“, impiegati nelle miniere di Pazzano.

Anche i Bizantini sfruttarono le risorse locali costruendo ferriere, mentre i Normanni sono i primi a documentare le attivita’ minerarie e siderurgiche nell’area dello Stilaro. Successivamente, anche Svevi, Aragonesi, Spagnoli, Austriaci, Francesi e Borboni trarranno beneficio dalle risorse minerarie di questo territorio.

La siderurgia e la metallurgia per oltre 2000 anni hanno caratterizzato questi luoghi, grazie alla presenza dei ricchi giacimenti, che hanno portato alla creazione di ferriere, le piu’ note quelle di Mongiana, fonderie e villaggi minerari.

Un territorio, dunque, crocevia di civilta’ e culture, le cui numerose testimonianze ancora sopravvivono.

Come il complesso monastico bizantino – normanno di San Giovanni Theresti risalente all’XI secolo, localizzato tra i centri di Stilo, Bivongi e Guardavalle, sulla sinistra della fiumara Stilaro.

Per ulteriori INFO: http://www.ecomuseocalabria.it/index.htm