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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Home » Lamalamela di Anna Puleo

Anche in Italia la cultura va on line

Scritto da on 2 settembre 2013 – 12:12nessun commento

La strade del web sono infinite …..e si intrecciano con la cultura.

Il 60% del valore che ciascun italiano attribuisce ai suoi consumi culturali è infatti legato al Web. Usiamo il web per informarci su ciò che avviene nel mondo nel corso della giornata, per giocare con i videogame, per incontrarsi sulle piattaforme social, per leggere libri, guardare film e tv, ascoltare la radio.

 

In rete cerchiamo il ristorante, costruiamo la nostra wishlist degli eventi da seguire e gli itinerari dei nostri viaggi, magari consultando recensioni e consigli degli altri utenti.

 

Una predilezione per la Rete che ci costa in media 1.050 euro all’anno. Di questi 307 sono legati a social e User Generated Content (Contenuti generati dagli utenti), 362 a giornali e riviste, 108 a film e tv, 92 a radio e musica (una voce in rapida evoluzione, visto il proliferare delle piattaforme di streaming musicale), 41 per i videogame, 85 per giornali e riviste internazionali e 55 per i libri.
Una passione che ha dei costi personali, soprattutto in termini di violazione della privacy, che accettiamo di pagare pur di avere accesso a contenuti di qualità.   Così siamo disponibili ad accettare pubblicità (69% degli italiani) o a concedere sempre più informazioni su passioni, abitudini, preferenze, acquisti per avere in cambio articoli, canzoni, musica in streaming, film e altri materiali gratuitamente.

morano

L’ultima frontiera è quella del turismo. L’Italia, intesa come brand, è nella pole position delle ricerche su internet (dati Google). Le parole più quotate sono, oltre alla  onnipresente moda, il turismo, l’alimentare, l’auto, l’arredamento, che la dicono lunga su come il marchio Italia può essere rilanciato concretamente attraverso le infinite strade del web.

 

Promuovere la nostra attività sul sito web, colloquiare con il nostro pubblico su Facebook e Twitter, pubblicare foto, video e altri contenuti multimediali utilizzando anche le app per smartphone e tablet, sono le tappe da percorrere per essere presente e farsi facilmente rintracciare nella Rete.
Così musei, biblioteche, case editrici grandi e piccole, compagnie teatrali, gallerie, hanno trovato casa pure sul web.

 

Lo hanno capito da tempo anche gli operatori turistici italiani che si trovano a dover attrarre un pubblico sempre più eterogeneo, abituato a tour mordi e fuggi e soprattutto a basso costo, che magari sceglie di soggiornare in un piccolo ma accogliente B&b sulle Alpi da cui può raggiungere agevolmente per una giornata Venezia o le ville palladiane.  Il risultato? Abbiamo circa 35.000 alberghi ma fatturiamo meno della Spagna che ha la metà delle nostre strutture ricettive.

 

E allora? Allora cerchiamo di raccontare ciò che abbiamo e che sappiamo fare, invitando il pubblico ad entrare nel nostro mondo, a visitare musei, siti archeologici, un patrimonio artistico che non ha eguali in nessuna parte del mondo, offerti all’interno di un pacchetto più vasto in cui stanno anche un itinerario in montagna (magari per scoprire castelli e torri di guardia), una puntata al mercatino biologico o al ristorante o all’azienda agricola dove sperimentare nuovi sapori (meglio se a chilometro zero), un pomeriggio in una bottega artigiana, la serata in uno dei nostri bellissimi borghi,  per assistere ad un concerto, ad un reading o ad una performance teatrale.

 

Insomma, utilizziamo meglio il marchio Italia, che non conosce flessioni, nonostante la crisi, ed il web per presentarci al meglio, coltivando la web reputation  e la conversazione in rete, alimentando relazioni e reti con gli altri operatori, ricordandoci di fornire sempre servizi di alta qualità e professionalità ad un pubblico che ormai ha la possibilità di informarsi ovunque su tutto e tutti e di riconoscere a naso nell’oceano delle offerte culturali quelle scadenti, perché nessuna operazione di marketing, per quanto abile, e nessun nome mitico e altisonante possono cancellare il vuoto cosmico di idee e contenuti.