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18 settembre 2017 – 10:26 |

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Home » Lamalamela di Anna Puleo

Il boom del non profit, nuovi modelli economici contro la crisi

Scritto da on 26 settembre 2013 – 15:59nessun commento

Il mondo del non profit cresce e si diversifica sempre più. Parola dell’ Istat che ha pubblicato i dati del 9° Censimento sul non profit, che fotografano uno scenario estremamente dinamico ed articolato.

Ne fanno parte oltre 300mila  organizzazioni, che possono contare su 4,7 milioni di volontari e circa 700mila dipendenti, che si occupano prevalentemente di cultura e sport (65%), attività sindacale, assistenza sociale e sanità, istruzione e ricerca, ambiente, cooperazione internazionale. Attività che muovono circa 50miliardi di euro, con un non insignificante contributo al Pil nazionale del 3%.

 

solidale

Una realtà tradizionalmente molto radicata nel Centro-Nord che si va affermando nell’ultimo decennio anche nel Sud Italia, con livelli inediti in Calabria. Qui si registra un evidente incremento rispetto al 2001 (anno del penultimo Censimento), grazie alle 7.963 Istituzioni rilevate –nella gran parte enti non riconosciuti- con un aumento del +22,9% rispetto al Censimento 2001, che rivela una  linea di tendenza in espansione, seppur inferiore alla media nazionale (+28%).

 

Il non profit impiega a livello regionale 102.550 risorse umane di cui 8.432 addetti, 4.911 lavoratori esterni, 84 lavoratori temporanei e 89.123 volontari, in gran parte impegnati nei settori della Cultura, sport e tempo libero, assistenza sociale e protezione civile, associazioni sindacali, istruzione e ricerca, sanità.

 

Insomma, una galassia saldamente radicata nel territorio nazionale che ha sostituito le amministrazioni in campi tradizionalmente ad esse riservati ed oggi sempre più appannaggio di fondazioni, associazioni e cooperative. Che li gestiscono con grande competenza, forti spesso di un patrimonio professionale che non ha nulla da invidiare alle organizzazioni profit.

 

Crisi o non crisi, il Terzo Settore ha dimostrato di essere una delle realtà più dinamiche negli ultimi anni e il progressivo assestarsi di un nuovo spazio economico che ha le sue radici nella società civile e privilegia un approccio relazionale e comunitario, autonomo ed alternativo tanto allo stato che al mercato.

 

Non male in un’epoca in cui stato e mercato si sono rivelati giganti dai piedi d’argilla ed il Benessere Interno Lordo (BIL), che misura la qualità della vita di una comunità, si appresta a soppiantare il Pil.

 

Per info e dati vai sul sito http://censimentoindustriaeservizi.istat.it/