Primo Piano »

Andrea Cefaly jr alla scuola di Casorati in mostra a Catanzaro

30 ottobre 2017 – 10:59 |

E’ una mattina tersa e luminosa inusuale per l’inverno torinese quella in cui si incontrano per la prima volta il pittore affermato, amico di Casella e Gobetti, e il giovane arrivato dalla Calabria che ha fatto dell’arte il suo unico …

Leggi tutto »
Home » Lamalamela di Anna Puleo

Storie di donne dai cinque continenti per l’ 8 marzo

Scritto da on 8 marzo 2013 – 09:44nessun commento

Prankya ha 10 anni, vive a Mumbai nell’India ipertecnologica e globalizzata, è figlia di una coppia che nonostante le condizioni economiche ha deciso di far nascere tre bambine in un paese in cui le bambine non sono ben accette. Nell’area cino-indiana, dove è diffusa la pratica dell’aborto selettivo e dell’infanticidio di bambine, sono oltre 100 milioni le piccole donne che mancano all’appello. Un fenomeno che riguarda non solo le aree rurali ma anche le metropoli ed i paesi europei ed americani in cui si sono insediate comunità sud asiatiche .

blog-_lamalamela-1(1)Le bambine nel mondo continuano a essere vittime silenziose e invisibili di discriminazioni, dell’esclusione dall’istruzione, di violenza, abusi e della tratta di uomini e donne, saldamente nelle mani delle organizzazioni criminali.

Secondo i dati delle organizzazioni internazionali 150 milioni di ragazze subiscono ogni anno abusi sessuali, almeno nel 56% dei casi commessi da familiari. Sono circa 10 milioni le spose bambine, spesso vittime della violenza del partner.

Il Dossier InDifesa di Terres del Hommes aggiunge inoltre che sono circa 140 milioni le donne che hanno subito mutilazioni genitali e che ogni anno circa 3 milioni di bambine ogni anno rischiano di subire questa pratica.

In diverse aree le bambine sono esposte più dei maschi alla malnutrizione e all’anemia, che  ne compromettono il corretto sviluppo, mentre nei paesi più industrializzati le ragazze sono le più colpite da disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia (90% dei casi).

Lo scarso valore del genere femminile in molti paesi si esprime anche nella scuola. Ancora troppe ragazze nel sud del mondo, e non solo, non hanno accesso all’istruzione secondaria e finiscono per essere sfruttate come schiave in lavori pesanti o come bacino per il turismo sessuale o  per sposarsi precocemente (le “spose bambine” non sono un fenomeno esclusivo dei paesi in via di sviluppo ma riscontrabile anche in Europa ed in Russia). In Africa sub sahariana questo dato è particolarmente alto: solo il 27% delle bambine prosegue gli studi oltre le elementari.

Ovunque quasi 88 milioni di bambine sono oggi costrette a lavorare, metà delle quali in lavori pericolosi e/o pesanti, mentre un numero imprecisato di queste viene assoldata da eserciti e gruppi armati tra i bambini soldato, in Congo, Colombia,Messico.

Tutti dati che confermano che sono ancora le donne sin da piccole, nel primo come nel secondo e nel terzo mondo,  l’anello debole della catena sociale e che sono necessari piccoli gesti concreti e quotidiani per spezzarle, quelle catene, ripartendo dalle relazioni tra i donne e uomini.

Piccoli gesti come quelli di cinque donne – Concita De Gregorio, Claudia de Lillo (alias Elasti), Clara Sereni , Paola Soriga e Chiara Valerio- che a fine del 2012 hanno compiuto un  viaggio con AMREF nell’Africa sub-sahariana, tra Kenya, Uganda, Tanzania ed Etiopia, incontrando madri, studentesse, bambine soldato, imprenditrici, assorbendo emozioni, riflessioni, storie che hanno narrato in 5 racconti trasmessi a dicembre su Radio3 Rai e che dall’ 8 marzo proseguiranno sul blog ParoleinBiancoeNero.

Un modo per raccontare la voglia e la determinazione delle donne di percorrere strade diverse e spesso difficili per costruire un orizzonte comune a tutti,  donne e uomini.