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Un appello per salvare il Teatro Masciari

Scritto da on 20 maggio 2013 – 11:24nessun commento

La mia infanzia, come quella di altri bambini, è stata scandita da alcuni appuntamenti fissi. Uno di questi era la matinée domenicale al cinema Politeama a Catanzaro, luogo dalle mille magie con il suo tetto che si apriva in estate sul cielo stellato e uno schermo su cui scorrevano l’epopea del west, la Sicilia del Gattopardo, le storie delle Mille e una notte.

 

teatroNel tempo sono arrivati altri appuntamenti, il martedi, grazie al cinema d’essai, offerto da un manipolo di temerari  (l’associazione Giuditta Levato, prima, la Cooperativa Nuova Ipotesi, poi) che, ostinatamente, dagli anni ’80 in avanti, cercarono di portare nel capoluogo un minimo di programmazione culturale, sostituendosi spesso e volentieri alle assenze della politica.

Punto di riferimento indiscusso per tanti di noi, cinefili e non, per lunghi anni è stato il Teatro Masciari, piccolo gioiello in stile liberty fondato nei primi anni del ‘900 dalla famiglia Masciari nel centro storico di Catanzaro, 400 posti in una struttura raffinata ed elegante, con una balconata degna di una villa palladiana.

 

Più che un teatro, soprattutto un luogo di incontro, dove era possibile vedere gli ultimi film in uscita o  una retrospettiva sul cinema giapponese ma anche assistere ad un concerto jazz, incontrarsi dopo gli spettacoli davanti ad una pizza o perdersi in interminabili dibattiti e questioni.

 

Poi il declino e, lo scorso anno, la chiusura, dopo diversi tentativi, tanto privati che del Comune, tutti vani, di salvare il teatro. Fallito -per il momento- il tentativo di acquisizione dell’immobile al patrimonio pubblico, mentre  l’attuale Amministrazione comunale è alla ricerca di una strada da intraprendere,  sorge un Comitato spontaneo di cittadini ed operatori culturali, Salviamo il Teatro Masciari, che si attiva rapidamente –soprattutto utilizzando la rete- alla ricerca di una soluzione, tra sit-in, flash mob e incontri con le istituzioni, che renda possibile la riapertura del Masciari, anche in autogestione.

 

Diversi gli appelli da parte del mondo dello spettacolo, Renzo Arbore è uno di questi, che hanno colto il dolore di una città in cui la cultura è ridotta da tempo ormai al grado zero, caduta sotto i colpi di una politica spesso miope, che ha decretato la sospensione della programmazione del Teatro Politeama per debiti e contributo alla chiusura di diverse iniziative culturali -non ultime le sale cinematografiche- in città.

 

Dopo l’era delle politiche di austerità e dei tagli alla spesa pubblica, è necessario rilanciare una visione a 360° della cultura. La spending review si è abbattuta indiscriminatamente su  scuola e cultura, dimenticando che l’una forgia i cittadini di domani e l’altra offre in tutto il mondo, Italia compresa, un discreto numero di posti di lavoro.

 

In questo contesto sono necessari investimenti mirati e politiche che puntino su cultura, creatività e innovazione, in una società fondata sempre più sulla conoscenza, di cui la cultura -in senso lato- costituisce componente trasversale, in grado di dare nuova linfa a tutti i settori e comparti economici.

 

Occorrono luoghi dove coltivare idee e saperi, fantasia ed innovazione, dove è possibile confrontarsi e discutere. Una nuova agorà, reale e concreta, che offra un’alternativa agli spazi ‘liquidi’ ed anonimi in cui milioni di persone in ogni angolo del mondo coltivano quotidianamente la propria solitudine.

 

Occorre, insomma, che anche il Teatro Masciari torni ad essere un appuntamento fisso per tutti.

 

Info

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