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32 secondi per vincere 32 per morire: storia di Samia gazzella olimpica in un libro di Giuseppe Catozzella

Scritto da on 4 aprile 2014 – 17:15nessun commento

E’ diventato negli ultimi mesi un caso editoriale, è stato tradotto dai più importanti editori stranieri (l’ultima è la Penguin, che lo distribuirà negli Stati Uniti e in Canada) e presto diventerà anche un film. Stiamo parlando di Non dirmi che hai paura (Feltrinelli ed.), di Giuseppe Catozzella, fresco di nomina al Premio Strega (sarà presentato da Roberto Saviano e Giovanna Botteri), che sabato 5 aprile 2014, ore 18.30, sarà ospite della Libreria  Ubik di Catanzaro.

Definito un “libro straordinario per levità, energia e speranza” (Gad Lerner), “un libro necessario” (Roberto Saviano), paragonato al Primo Levi di Se questo è un uomo, Non dirmi che hai paura racconta la storia di Samia Yusuf Omar, adolescente somala che in una Mogadiscio spettrale, contesa dai signori della guerra, cresce con un sogno: correre. Un sogno che diventa realtà, perché Samia, a soli 17 anni, riesce a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. Dove corre i 200 metri in 32 secondi. Arriva ultima, ma ce l’ha fatta.

 

samia-Lei che non è un’atleta professionista, lei che non ha sponsor né finanziatori alle spalle, non ha neppure l’abbigliamento né le scarpe giuste, ma ha la grinta, la determinazione, il coraggio, la voglia di farcela dei veri campioni. E di tante donne che nascondono sotto un burqa, una hijab o un niquab  i propri talenti e i propri sogni.

 

La qualificazione le dà la carica per aspirare a un altro traguardo, le Olimpiadi di Londra. Si allena allo stadio di notte, coperta dal burqa ma gli Shabaab la perseguitano e la minacciano di morte. Così decide di fare anche lei il Viaggio, che la porterà attraverso l’Etiopia, il Sudan, la Libia, affrontando il Sahara, sulle coste del Mediterraneo per raggiungere il Continente. Ma alle coste italiane Samia non arriverà mai, inghiottita dalle onde dinanzi a Lampedusa, una delle miglia di uomini e donne senza nome né storia che affrontano ogni giorno prove terribili, la fame e la sete, il carcere, le tempeste di sabbia e il rischio di perdersi nel deserto, la crudeltà, il cinismo e violenze di ogni genere, pur di arrivare ‘dall’altra parte’.

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Catozzella, consulente editoriale di Mondadori e Feltrinelli, autore di romanzi, racconti e reportage, collaboratore de L’Espresso e Il Fatto Quotidiano, si immerge nei panni di Samia, ne assume la voce, la racconta attraverso la sua quotidianità, i dolori e le gioie, con voce semplice e leggera, senza facili sentimentalismi.

 

Mi sono imbattuto in questa storia in Kenia per caso, mentre stavo inseguendo una storia completamente diversa, quando ascoltando Al Jazeera ho sentito parlare di Samia. A quel punto mi sono sentito come folgorato, era come se Al Jazeera parlasse proprio a me e così ho deciso di raccontare questa storia…Sono state fondamentali Igiaba Scego, una scrittrice italo-somala, Teresa Krug, una giornalista di Al Jazeera che l’aveva conosciuta, e sua sorella Hodan, che vive in Finlandia, che mi hanno aiutato nella ricerca… Samia muore ma non è vinta perché, fino all’ultimo, combatte per il suo sogno e riesce a raggiungerlo…

 

Anche noi, come Roberto Saviano, ci chiediamo se esista ancora il romanzo nel nostro tempo. Saviano risponde citando Goffredo Parise

Il fatto romanzesco come categoria il romanzo come tecnica – lo ripeto ancor una volta – penso non sia interessante. Quello che è interessante è scrivere un libro che si sente necessario di scrivere.