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30 ottobre 2017 – 10:59 |

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Anna Maria Civico, ritratto di una donna e di un’artista

Scritto da on 13 aprile 2012 – 04:15nessun commento

In copertina il ritratto ad olio di una bambina dal vestito multicolore, lo sguardo perso nel vuoto, fisso nella girandola di pensieri. Una figura lontana,  straniante e straniata nella sua alterità, enfatizzata dal suo riflesso in uno specchio.

Il dipinto del pittore Martin Figura evoca istintivamente il silenzio, tema che fa da sfondo al libro di Anna Maria Civico, Contributo alle teorie della performance. Esercizio in ottica di genere, dato alle stampe qualche mese fa con i tipi della editrice Rubbettino .

Silenzio  è un termine che ricorre spesso nel testo. Silenzio è la scrittura, <canto senza voce> e <filo turchino> che percorre la storia personale e professionale dalle mille sfaccettature di Anna Maria.

Ma il silenzio sta anche dietro l’ascolto e l’osservazione degli elementi naturali privilegiati nelle sue performance. Nella ricerca del senso delle parole, di sé  e della propria corporeità -nella relazione  con il sé e la corporeità dell’altro/altra-, della propria presenza nel mondo.

Il canto e l’azione del corpo diventano allora strumento per avvicinarsi a saperi e conoscenze incarnati, ancestrali che emergono in superficie da insondabili cavità attraverso le vibrazioni del suono e dei movimenti corporei, una presenza  che sfugge a qualsiasi registrazione o processo logico.

Così come la centralità del corpo scoperta attraverso il lavoro performativo e le forme della tradizione popolare.

Silenzio dunque come processo di conoscenza interiore  ma anche pratica attiva per sperimentare nuovi sviluppi creativi che si basano sempre << su percorsi non scontati e non meccanici pur avendo come fondamento tecniche e codici preci, e si migliorano sempre attraverso un’azione di apertura ad ulteriori espediente per via di intuizioni immediate che oltrepassano le strutture o vie preferenziali consolidate attraverso l’esperienza>>.

Un’esperienza flessibile,  mai uguale a sé stessa, dinamica che si ricrea di volta in volta sulla scena insieme agli altri attori ed al pubblico.

Che consente di creare uno spazio ‘di  ascolto’dell’altro, nell’intento di dare un senso ai rapporti in un mondo che li priva di qualsiasi significato autentico,  svelando la matrice di sofferenze, bisogni, paure, abilmente soffocati e nascosti .

Anna Maria Civico, attrice, cantante, studiosa e docente di canto e danze tradizionale,  origini calabresi ma radicata in Umbria, è artista a 360° che si muove da tempo in un territorio di confine tra teatro, danza, canto, arti visive.

L’analisi del lavoro di artiste come Martina Abramovic, Pina Bausch o dagli artisti/e con cui ha collaborato nel corso degli anni, permette ad Anna Maria di condurre per mano il lettore con sapienza e delicatezza nella propria storia personale e  nel lungo e profondo lavoro di ricerca artistica , condotta fuori da generi precostituiti e dai contesti istituzionali ma sempre con grande rigore e libertà interiore.

<<Parto dal basso e mi attengo ad una visione del presente. Il fare vuol dire sempre avere i piedi per terra e resistere nello stesso tempo alla gravità. All’entropia. All’inerzia. All’esitazione. A volte con successo si può prendere il volo con il proprio peso. I passi che compio mi dicono che posso sempre arrivare da qualche parte verso il conoscibile, anche se all’inizio c’è il vuoto>>.