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Battiato inedito in un libro di Fabrizio Basciano

Scritto da on 31 agosto 2015 – 13:29nessun commento

Non ero ancora nato/ che già sentivo il cuore,/che la mia vita/nasceva senza amore.
Mi trascinavo adagio/ dentro il corpo umano,/ giù per le vene/ verso il mio destino
. La riconoscete? E’ Fetus, il brano che dà nome all’omonimo album, datato 1971, con il quale Franco Battiato entra nelle file della musica d’avanguardia. Un Battiato inedito al grande pubblico, sul quale Fabrizio Basciano, musicologo e musicista lametino, indaga in Battiato ’70. Tra popular music e avanguardie colte, appena uscito da Crac edizioni.

Viaggio tra le avanguardie colte e la popular music, come recita la quarta di copertina, e quegli artisti che nel giro di un decennio hanno percorso i territori della sperimentazione sulle orme di Stokhausen e di Cage, tra i quali splende di luce propria sicuramente l’esperienza dell’artista siciliano. Che, dopo aver esordito con la canzone di protesta e un breve passaggio a quella romantica, inizia a usare sintetizzatori e suoni campionati per le sue storie a volte surreali e psichedeliche, a volte profonde e intimiste, sempre più ispirate alla tradizione araba. Nascono così album come Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries, Clic, esplorati da Basciano in lungo e in largo.

fetus battiatoUn Battiato che piace forse più alla critica che al pubblico, spiazzato dalle sue provocazioni e dai suoi azzardi, inferocito dalle sue irrisioni (non dimentichiamo che il nostro era capace di salire sul palco, accendere uno stereo con musica non proprio in sintonia con quella per la quale era stato pagato il biglietto, e andarsene), e che riesce a convincere, ancora, un panorama musicale internazionale in estremo fermento. Certo, come segnala Antonello Cresti nella Prefazione al saggio, che contiene pure una intervista inedita, ci saranno altre perle nella produzione dell’artista catanese, ma è il Battiato anni ’70 “quello che rimarrà maggiormente, segnando le produzioni del nostro paese, ma anche quelle estere”.

Non potrebbe essere diversamente, del resto, per un artista di enorme talento, una curiosità fuori dal comune che esige una attitudine rivolta senza soste alla ricerca, aperto a qualsiasi influsso. Non solo il Battiato filosofo, l’allievo di Gurdjieff, sul quale si concentra da sempre parte degli addetti ai lavori, ma un musicista a 360 gradi, da leggere nel confronto con le tendenze contemporanee e le nuove tecnologie, tra Kosmiche Musik e progressive rock, autore di una musica “personale e irriproducibile” che trova i suoi semi più preziosi proprio nei lavori di questi anni. E a cui ritorna con il suo ultimo album, Joe Patti’s Experimental Group, nel quale riprende, rilegge, reimpasta, amplia spunti e suggestioni di una carriera che ha toccato il mezzo secolo.

Un Battiato “figlio del suo tempo e –insieme- contro il suo tempo” come scrive Giuseppe Pagano sulle franco_battiato_-_sulle_corde_di_aries_-_frontcolonne de il Fatto Quotidiano, la stessa testata per la quale Fabrizio Basciano scrive di musica e dintorni. Convinto che l’amore per la musica debba essere totale, al di là di generi e periodi storici. E che un canto gregoriano in ogni caso sia per sempre.

Ho scelto Battiato perché lo considero un grande musicista, dalle idee molto originali nonché esploratore di tanti generi e forme differenti –confessa Fabrizio-. Era poi necessario scrivere e portare al pubblico (piccolo o grande che sia) una parte della sua produzione molto poco considerata e invece di grandissimo interesse musicale. 
Nel tuo libro c’è anche una intervista all’artista siciliano. Cosa ti ha colpito di lui in particolare?

La sintesi. È una persona estremamente sintetica e concisa, e non certo per mancanza di contenuti. Predilige il “brevis” e in un certo senso fa bene: essere brevi e contemporaneamente chiari è molto difficile. 
Battiato_FrontCoverPer te l’arte non è chiusura ma apertura al dialogo su diversi piani. A Lamezia Terme qualche anno fa hai fondato Lante Arte, una associazione che si muove su terreni di contaminazione tra musica e arte visuale…

Si, detesto tutta l’arte autoreferenziale, quella incapace di comunicare se non a piccole cerchie di eletti. La grande arte non è mai autoreferenziale, elitaria, ma anzi comunica o cerca di comunicare con tutti. Lante Arte è stata una fucina di idee e iniziative interessanti: abbiamo realizzato momenti nei quali le varie discipline artistiche si sono incontrate, ma mai casualmente, sempre secondo percorsi dotati di una propria logica, lineare o meno. Al momento siamo fermi, in attesa di sapere cosa ne sarà del nostro futuro. 
Fabrizio Basciano: musicista, musicologo, scrittore, blogger de il Fatto Quotidiano. In che ordine di importanza vogliamo collocare i tuoi interessi? Dallo spartito alla scrittura, soprattutto quella sul web, c’è poi così tanta distanza?

Amo in egual modo scrivere musica e scrivere di musica. Tutte le mie attività ruotano intorno a essa, o a campi a essa limitrofi, e trovo lo stesso entusiasmo e la medesima soddisfazione sia nelle mie attività da giornalista/critico che in quelle da musicista/compositore.