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Città a misura di donne e uomini in Architetture del desiderio, alla Ubik di Catanzaro

Scritto da on 3 marzo 2012 – 07:51nessun commento

Lunedì 5 marzo 2012 ore 17.30 la Rete delle Città Vicine presenta alla Libreria Ubik di Catanzaro Lido Architetture del desiderio (ed. Liguori) di Bianca Bottero, Anna Di Salvo, Ida Farè.

Ne parlano con una delle curatrici, Anna Di Salvo, Franca Fortunato (insegnante e giornalista), Marisa Gigliottti e Domenico Santoro (architetti), Vito Teti (antropologo).

Le nostre città sono diventate oramai luoghi invivibili in cui il cemento copre  ogni angolo, occultando alla vista i residui di un patrimonio d’arte ed architettonico immenso, in costante pericolo dinanzi alle ansie predatorie di soggetti -e più spesso gruppi- mossi dalle logiche del profitto più che dall’amore per il proprio territorio.

Luoghi  sopraffatti da rumori assordanti,  da fumi e scarichi, assediati dai rifiuti,  dal degrado e dall’insicurezza che dalle periferie si dirigono inesorabilmente verso il centro delle città, dal progressivo ridursi delle aree verdi.

Ma anche da conflitti e contraddizioni, ingiustizie e sofferenze, da una babele di lingue e storie, personali e collettive che costituiscono le 10, 100, 1000 città che si sovrappongono nel tempo una sopra l’altra.

Due anni fa architette, politiche, sindacaliste, filosofe, artiste decidono di incontrarsi a Milano e di discuterne partendo dalla qualità della propria vita e dai problemi delle rispettive città per esplorare altri luoghi, idee, esperienze  e progetti  che riportano il discorso alla necessità di uno spazio ospitale in cui possano albergare saperi, relazioni, affetti, cura per sé stessi e per gli altri.

Per costruire spazi a partire dai desideri e dai bisogni delle donne e uomini, bambini ed anziani che vi abitano, che non vogliono perdere di vista la memoria, la cultura, i simboli di un luogo,ingredienti indispensabili per dare senso e nutrimento alla vita di ciascuno di noi.

Ne viene  fuori anche un libro, Architetture del desiderio, che raccoglie i testi ed il ricco dibattito alimentatosi nel corso dell’incontro milanese, che evidenzia la pluralità e la ricchezza di iniziative e delle azioni  messe in atto ‘dal basso’ per esprimere insoddisfazioni, insofferenze, bisogni ma anche pratiche creative in grado di tessere reti e sviluppare un pensiero comune.

Come scrive Alessandra De Perini in uno dei contributi al volume,  <<in ogni parte del mondo le città sono minate da forme di potere politico e di economia estranee alle ragioni della vita. Simulacri di un antico modello di convivenza, le città gridano aiuto sotto i colpi di un’intelligenza misteriosa che sradica, produce dolore e scatena antiche paure>>.

La questione urbana deve dunque emanciparsi dai ristretti argini dell’urbanistica per acquisire una dimensione sociale ed economica più ampia, che subordina le logiche dei piani regolatori ai progetti di vita dei singoli, al benessere di tutti,  perché il progetto di città sia <<un progetto di società>>, perché siano  il bene collettivo, le passioni, i sentimenti, i talenti, la creatività  a dettare finalmente le regole di una convivenza civile e democratica.