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Clint Eastwood, regista inattuale, in un libro di Alessandro Canadè e Alessia Cervini

Scritto da on 1 febbraio 2012 – 07:57nessun commento

Ad uno dei ‘mostri sacri’ del cinema americano, Clint Eastwood,  è dedicato l’ultimo libro in uscita nella collana Frontiere. Oltre il cinema edita dalla casa editrice Pellegrino.

Scritto da Alessandro Canadè e Alessia Cervini, con una introduzione di Roberto De Gaetano, il testo raccoglie diversi contributi distinti per singoli temi per tentare di restituire al pubblico uno dei grandi miti del cinema d’oltre Oceano ma sopratutto uno sguardo cinematografico originalissimo, potente e distaccato dall’establishment hollywoodiano,  capace di solcare generi e narrazioni per creare il ‘proprio’ genere, la ‘propria’ narrazione  <<operando “un esercizio di tessitura simbolica dell’immaginario classico”, che ne spiega tutta la sua vitale “inattualità”>>.

Classe 1930, noto in tutto il mondo per essere stato attore-musa di registi del calibro di Sergio Leone (Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono il brutto  il cattivo), Don Siegel (L’uomo dalla cravatta di cuoio, La notte brava del soldato Jonathan, Fuga da Alcatraz), Michael Cimino, creando sodalizi solidissimi e duraturi,  Eastwood esordisce a sua volta nella regia negli anni ’70 con Brivido nella notte, cui seguono oltre 35 film tra i quali vanno ricordati veri e propri capolavori come Gli spietati, Gran Torino, Tre Crime, Million Dollar Baby, Mistic River, Potere assoluto, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, Bird, sino a, da ultimo,  J. Edgar, uscito da poco anche nelle sale calabresi, ritratto a tinte forti dell’uomo che governò  l’FBI per oltre 50 anni tenendo la politica USA sotto scacco.

Occhi come acciaio, tratti scolpiti nel legno, Eastwood usa la stessa durezza, che diventa rigore e sguardo implacabile, nei suoi film, in cui ha raccontato senza retorica il declino americano, i mille volti del potere, la sottile violenza che pervade ogni aspetto della nostra vita fino agli innumerevoli episodi della storia americana visti con sguardo ‘altro’.

Il volume è il primo della serie “Nomi propri” che, all’interno della collana, sarà dedicata ad alcuni grandi registi contemporanei.