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Comunità resilienti a Zagarise ai Giardini delle Esperidi

Scritto da on 17 ottobre 2016 – 10:56nessun commento

Un festival per riscoprire le radici culturali di comunità dei piccoli centri delle aree interne calabresi.  Si chiama Giardini delle Esperidi e dal 19 al 23 ottobre prossimi contaminerà i borghi di Zagarise, Albi e Magisano, nella Presila catanzarese.

45 eventi, decine di ospiti, un format itinerante che tra arte, musica, poesia, trekking, vuole continuare ad accendere un faro sulle comunità dei piccoli centri in Calabria. Comunità in movimento, a volte più vivaci che quelle cittadini, capaci di progettualità e pratiche innovative, portatrici di un diverso senso del reale che guarda al nostro presente senza perdere di vista le radici.

Creato da Maria Fgianni-amelio-sul-set-de-il-primo-uomo-237531aragò, i Giardini rappresentano un piccolo ma significativo progetto che raccoglie idee, valori, progetti, storie, coinvolgendo le scuole,  maestri artigiani, artisti, architetti, scrittori, attori, musicisti e amministratori locali intorno al tema del recupero dell’anima della comunità e dei suoi luoghi, di territori a misura di persone più che di cose.

Ne parleranno il regista Gianni Amelio (che è nato da quelle parti, a S. Pietro Magisano), qui nelle vesti di scrittore (il suo libro si intitola Politeama, ed. Mondadori, per saperne di più clicca qui), insieme a Gianfranco Angelucci, mentre Pino Aprile ripercorre, stimolato da Mauro F. Minervino, le violenze e le stragi contro le comunità meridionali dell’Italia post-unitaria (Carnefici, ed. Piemme) e Angelo Ferracuti l’Italia delle perifcaruso_tappeti_opterie e dei paesi attraverso gli occhi di chi li frequenta ogni giorno, i postini ( Andare, camminare, lavorare. L’Italia raccontata dai portalettere, Feltrinelli).

Elena Marsico avrà il compito di insegnare a costruire oggetti d’arte con materiale ecocompatibile, mentre l’Associazione Pensando Meridiano, che si occupa, sotto la guida di Consuelo Nava, di politiche di sviluppo del territorio, allestirà un cantiere-evento, per riqualificare un’antica fonte del paese con l’aiuto di un pool di giovani architetti. Il progetto, presentato alla Biennale di Venezia, vuole diventare laboratorio continuo di sostenibilità ambientale, che dialoga  con la tradizione dei cestai calabresi, nel workshop del maestro Aldo Mammoliti e con quella della tessitura tradizionale di qualità, rappresentata dal maestro Domenico Caruso, di San Giovanni in Fiore, i cui tessuti, che uniscono tradizione, motivi etnici, gusto raffinato, sono stati scelti da stilisti famosi, da Armani a Tom Ford.

Gli artisti canteranno e leggeranno canti e versi nei trekking poetici tra i boschi della Sila, Imma Guarasci si calerà nei panni della brigantessa Maria Oliverio (Ciccilla), condannata all’ergastolo per una lunga serie di reati, la cui storia incuriosì anche il grande Alexandre Dumas ; Ernesto Orrico in quelli di Joe Zangara, anarchico calabrese  emigrato negli States, dove viene giustiziato sulla sedia elettrica, dopo essere stato dichiarato colpevole dell’ attentato alla vita del presidente  Franklyn Delano Roosevelt, una storia ancora dai mille lati oscuri; l’archeologo Francesco Cuteri guiderà il pubblico nei siti archeologici della Presila.

Ernesto Orrico, Massimo Garritano

Non mancano degustazione di prodotti e piatti tipici – interpretati dagli artigiani panettieri e pastai del paese, e dallo show cooking di Anna Aloi – e la musica, con il blues dei NoirCol e di Massimo Garritano, la tradizione folk di Mimmo Cavallaro e quella dei Damadakà, le melodie antiche di Caterina Pontrandolfo, il duo Livio e Manfredi Arminio.