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Corpo, sessualità, erotismo, pornografia tra arte, cinema e web

Scritto da on 18 ottobre 2013 – 11:36nessun commento

Era il 1866 e Gustave Courbet, maestro del movimento realista, dipinge l’Origine du monde, ritratto dell’organo sessuale femminile, che verrà esposto al pubblico solo un secolo dopo. Da qui parte Bruno Di Marino nel suo libro Hard Media.  La pornografia nelle arti visive, nel cinema e nel web (Johan & Levi, 2013), che sarà presentato venerdì 18 ottobre 2013, ore 18 alla Libreria Ubik di Catanzaro.

Di Marino, docente di Mass Media all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, affronta il tema del corpo sessuato e delle sue molteplici rappresentazioni, comprese quelle orride e violente, nell’arte prima, e poi nel cinema e nel web in tempi più recenti.

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Così, da Courbet si passa a  Duchamp, Man Ray, Louise Bourgeois, Rebecca Horn, Nathalie Djurberg, Jake e Dinos Chapman, Jean Tinguely, alla fotografia d’impatto di Mapplethorpe (sono sue le foto che pubblichiamo), allo storico manifesto di Jeff Koons e Cicciolina, al design ludico-sessuale di alcune creazioni di Sottsass e Venturini, alla pittura di John Currin ea  quella di Marlene Dumas, al cinema alle nuove frontiere della videoarte e dei videogame per setacciare le diverse raffigurazioni del corpo e le sue derive nel porno, in cui il corpo viene sezionato in parti anatomiche, ‘organi senza corpo’ dove quello che viene a mancare è proprio il ‘soggetto’.

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In tempi a noi più vicini, la pornografia, ormai ‘normalizzata’ e sottratta ad un ambito riservato agli appassionati, è divenuta  parte integrante del nostra visione dell’esistenza, espressione di una società che ha sdoganato l’eccesso. In uno spettacolo permanente in cui tutto è apparentemente trasparente e ipervisibile, occultando gli effettivi termini del discorso.

 

Un panorama che ha  confini sono sempre più sfumati, con

 

 “una pornografia eroticizzata e un eros pornografico (Roy Stuart, Catherine Breillat), esattamente come c’è una videoarte che scivola verso il porno e un cinema hard che prende a modello la sperimentazione video”

 

come lo stesso Di Marino ha affermato in un’intervista a Exibart (la leggi integralmente qui ).

 

Non è un caso  che la parte maggioritaria di consumatori del genere sono donne e che negli ultimi mesi nelle classifiche dei libri più letti spopolano le Cinquanta sfumature di E.L. James.

 

Anche il web è entrato a piede in questo contesto che ha modificato radicalmente  il concetto tradizionale di erotismo e desiderio (le videochat ne sono un esempio emblematico), ridotti sempre più alla dimensione del sesso, inteso come prodotto di consumo, come suggeriscono anche Marco Belpoliti e Zygmunt Bauman.

 

C’è un prezzo da pagare. Ed è l’impoverimento delle relazioni umane che si spogliano di intimità, empatia, attenzione, emotività.