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Dal fumetto criminale a quello sociale, arriva a Cosenza il Festival del Paesaggio

18 settembre 2017 – 10:26 |

Il prossimo week end, dal 22 al 24 settembre, torna il fumetto a Cosenza al Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio, diventato uno degli spazi più interessanti dedicati al fumetto e al suo universo. Promossa da Cluster con la …

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Cosenza si racconta sui muri: un libro di Jo Lattari e Marco Mottolese

Scritto da on 12 gennaio 2016 – 19:22nessun commento

Una città del Sud, i muri che scorrono ogni giorno davanti ai nostri occhi, coperti di scritte, disegni, tag, lettering. Dentro c’è di tutto: dal mal d’amore alla rabbia contro politica e politicanti ai temi sociali e di alta filosofia diluiti in meno di duecento caratteri. Segni densi di significato all’interno di un universo di senso, culturale e sociale,  da interpretare incessantemente. E’ quanto hanno fatto Jo Lattari e Marco Mottolese in Muri in transito (Pellegrini, 2015), cimentandosi con oltre 100 muri e quegli ‘inciampi visivi‘ che, passo dopo passo, inevitabilmente attraggono la nostra attenzione.

muri 1Esercizio creativo, segnale di noia o di rivolta, pura invettiva, nelle scritte sui muri si traduce il pensiero di “una tribù che desidera“.

Camminare tra questi muri è come camminare tra corpi feriti che attendono anticorpi artistici, letterari. Per guarire. Per resuscitare ….Così il mio camminare è diventato viaggio. Forse al termine della notte. O all’inizio del desiderio. Un  “muro è solo in transito”, ma in fondo non è così per la vita stessa?

Gli autori, lei docente e attrice (l’abbiamo visto in Polvere, cmuri 2on Salverio La Ruina), lui tra gli appassionati della street art della prima ora, percorrono così le strade di Cosenza stilando un dizionario personalissimo.

Si va da Cercasi anima gemella, con tanto di firma e di numero di cellulare per ogni evenienza, al classico Ti amo, corredato da un Mi hai catturato l’attenzione (meno compromettente della cattura dell’anima?), dalla lettera d’amore vera e propria a quella di uno stronzo che si autoaccusa e autoassolve nella stessa missiva, all’inequivoco  Ti Voglio Non Ti Amo ad un inquietante Jena Ti Amo (Jena?) fino ad un apprensivo Mi Amerai Ancora Domani Mattina?

L’amore ai tempi di Twitter a volte è divertente e ironico, a volte sgrammaticato con picchi di delirio e qualche manciata di insulti, a volte profondo e degno di qualche riflessione. Ma ci sono  anche le comunicazioni di servizio, le onnipresenti osanna calcistiche, le analisi di attualità, le scritte compulsive e via discorrendo. E i cittadini che, avvinti dal sacro fuoco della pulizia, si armano di acqua e spazzoloni per rimuovere le orribili tracce dei writers di turno.

Oggi che la nostra ansia di comunicare si è trasferita massicciamente sui social, l’insistere nel disseminare segni sul territorio, come Pollicino fa con le briciole di pane, la dice lunga  su una società di individui isolati e angosciati, terrorizzati da tutto, incapaci di aprirsi agli altri e di instaurare rapporti intimi e densi di senso. Così muri 3costruiamo muri, muri psicologici, simbolici, corporei, muri di cemento, a protezione del nostro fragilissimo Io, nel tentativo di lasciare fuori l’Altro. Dimenticando l’Altro che è in noi.

Le scritte murarie -scrive Enrico Ghezzi nella Presentazione- non dovrebbero arrestarsi mai, nè possiamo non dire quanto a volte un monumento non disdegni di essere solleticato da pennelli, matite o schizzi gassati, o non apprezzare come una scritta possa far rivivere un luogo stravisto e non più visto/letto da molti anni… Ti Amo Costanza Ma Senza Speranza: la scritta…restò per anni attraverso diversi sindaci del periodo rutelveltroniani, su un grande ponte all’uscita di Roma, verso la Flaminia;più volte cercarono di cancellarla, per anni essa tornava identica dopo ogni spugnatura. Infine, sparì da sola, credo per consunzione.