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Da Massimo Bray a Sabina Guzzanti al Parto delle Nuvole Pesanti, il programma di Trame Festival

Scritto da on 12 giugno 2015 – 18:18nessun commento

E’ possibile spiegare la mafia ai turisti? Se lo chiede Francesco Forgione, già Presidente della Commissione Antimafia, nel suo ultimo libro. In realtà oggi tutti noi, italiani e non, vorremmo sapere come le mafie siano riuscite a raggiungere i gangli storici e politici del Bel Paese a insaputa di chi avrebbe dovuto controllare e verificare in nome dei cittadini. Di questo e di altro si parlerà nell’edizione 2015 di Trame Festival, festival di libri e letteratura sulle mafie, promosso da Fondazione Trame e dall’Associazione Antiracket Lamezia, che invade le piazze di Lamezia Terme dal 17 al 21 giugno.

Trame a scuola. teatro Grandinetti LT 05.06.2015Un festival unico nel suo genere, premiato con il premio Arete, che quest’anno colloca Lamezia Terme tra le Città del Libro e tra le piazze de La notte bianca del libro, in collaborazione con Letteratura Rinnovabile, nella maratona notturna della lettura del 20 giugno. Appuntamento dedicato in questa edizione ai Giovani favolosi, ossia alle nuove generazioni che sui banchi di scuola o da volontari contribuiscono anno dopo anno al successo di Trame o che fanno della quotidianità una palestra critica per allenarsi alla vita coltivando bellezza, cultura e legalità.

Il programma di Trame, presentato nella prestigiosa sede romana dell’Enciclopedia Italiana, prevede anche quest’anno decine di incontri con studiosi, giornalisti, magistrati, associazioni impegnate nella lotta alle mafie, e il Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi.

In primo piano, naturalmente, il tema del momento, il dispiegamento della forza dei clan criminali in ++ Mafia Roma: M5s, sciogliere Comune per mafia ++tutto il territorio nazionale, fino ad allungare la propria ombra in aree ritenute difficilmente valicabili e in eventi internazionali come l’Expo. Quando lo stato arretra le mafie invariabilmente avanzano creando consensi, a Sud come a Nord. Così, capita che su 322 rinviati a giudizio per mafia tra il 2000 e il 2012 dalla Procura di Milano nell’ambito di 64 procedimenti, uno su dieci sia un imprenditore colluso (dati Camera di Commercio di Milano, Assimpredil-Ance e Università Bocconi).

Ne discuteranno Giovanna Torre, autrice di Rotte criminali il 18 giugno, insieme a Michele Prestipino ed Enzo Ciconte e Rocco Sciarrone (Mafie del Nord. Strategie criminali e contesti sociali, Donzelli), e Giampiero Rossi (La Regola. Giorno per giorno la ‘ndrangheta in Lombardia, Editori Laterz)a insieme a Isaia Sales e Michele Albanese (19 giugno).

mammamafia_cover_m-300x400A un tema caldissimo, anzi bollente in questi giorni, quello di Mafia Capitale, sarà dedicato il focus di Giancarlo De Cataldo e Gaetano Savatteri, stimolati, ove ve ne fosse bisogno, da Serena Uccello, giornalista de Il Sole 24 Ore (19 giugno). A esplorarlo il 18 giugno è anche Mammamafia. Il welfare lo pagano le mafie (in formato e-book), una inchiesta collettiva curata da Danilo Chirico per Terrelibere.org, che tenta di spiegare come Roma sia stata, negli anni, fertile terreno di coltura per quanti –mafie, affaristi, professionisti, imprenditori, politici e ladri di polli– si affollano a succhiare il latte della lupa capitolina, che scorre a fiumi grazie ai guadagni milionari derivanti da droga, slot, estorsioni. Un welfare che rende bene e sempre disponibile per tutti. E a volte ci vuol poco per varcare la soglia tra i due mondi.

La Capitale è in realtà la quintessenza dei vizi italici, che da sempre si affidano alla truffa, alle piccole e grandi ruberie, alla menzogna, come pane quotidiano da mettere ogni giorno in tavola per santificare il Dio denaro, e che, passo dopo passo, si stanno impadronendo dell’intero Paese. Uno spaccato tratteggiato da Mario Giordano nel suo pamphlet, Pescecani. Quelli che si riempiono le tasche alle spalle del paese che affonda, Mondadori, che sabato 20 sarà ospite di un talk condotto dal direttore artistico del Festival, Gaetano Savatteri.

Altro tema ‘caldo’, quello del ruolo delle donne all’interno dei clan, è esplorato da Monica Zapelli nel romanzo Il cielo a metà, Baldini & Castoldi, faccia a faccia tra due donne, una magistrato, l’altra donna dei clan, da una parte e dall’altra della barricata.

Daniele Sanzone, in Camorra Sound, si chiede, invece, il perché la musica abbia trovato a Napoli, nei cantanti neomelodici, i cantori dell’universo di codici e miti che nel tempo hanno contribuito a edificare e alimentare il potere dei clan ma non abbia saputo –o voluto- narrare anche l’altro volto della criminalità organizzata, quello degli omicidi e delle stragi che hanno imperversato nei quartieri centrali come nelle periferie degradate. Argomento che verrà discusso dall’autore con un altro napoletano ‘di frontiera’ come Sandro Ruotolo (19 giugno).

Di riti e codici criminali che da sempre segnano le tappe principali, dall’affiliazione in giù, della vita interna alla famiglia, si parla, ancora, con Enzo Ciconte (Riti criminali. I codici di affiliazione alla ‘ndrangheta, Rubbettino), Vincenzo Lombardo (Procuratore Catanzaro), Antonio Liotta, giornalista Rai

Tony Gentile, Memory

La capacità dell’obiettivo fotografico di raccontare la Storia penetrando, come pochi, tra le pieghe degli eventi è al centro del lavoro di Tony Gentile, palermitano, fotoreporter della Reuters, che in La guerra. Una storia siciliana, Edizioni Postcart raccoglie un album di immagini scattate dal 1989 e il 1996 che racconta il quotidiano di una città, Palermo, e di un’isola piena di contraddizioni tra vita di strada, politica, omicidi, e una guerra mai dichiarata. Tema trattato nel cinema in tempi recentissimi da Pif in La mafia uccide solo d’estate o in letteratura dallo scrittore Davide Enia (anche lui a Lamezia con Tony Gentile) in Mio padre non ha mai avuto un cane, così come da Piero Melati e Francesco Vitale che a Trame presentano il loro romanzo Vivi da morire (entrambi gli incontri domenica 21).  Storie e immagini ripercorse anche da Sabina Guzzanti nel docu-film La trattativa, che in pochi mesi ha fatto il giro dell’Italia affollando ovunque le sale, che chiuderà il festival.

La kermesse ospita pure una importante anteprima nazionale, il 19 giugno, per la presentazione del Rapporto Ecomafie 2015 in cui Legambiente raccoglie cifre e storie di uno dei più importanti e lucrosi business delle mafie, quello ambientale, che frutta qualcosa come 70 miliardi di profitti all’anno.

Non solo incontri e dibattiti a Trame, ma anche Trame a teatro (con il debutto di Buttanissima bray trameSicilia, spettacolo-evento di Pietrangelo Buttafuoco con Salvo Piparo, Costanza Licata, Rosemary Enea e la regia di Giuseppe Sottile), Trame in pellicola per Cinema di Mezzanotte, Trame e letteratura, con scrittori come Maurizio De Giovanni, Davide Enia, Salvo Sottile. Trame è anche workshop con corsi di aggiornamento accreditati per i giornalisti (Cose mai viste; Raccontare l’economia mafiosa) e una Tavola rotonda sull’esperienza dei Festival culturali, alla quale partecipa anche l’ex ministro Massimo Bray (istituto Treccani).

Il 18 e il 19 giparto2ugno il Festival ospita nelle sale di Palazzo Nicotera La memoria degli occhi, maratona di cortometraggi e documentari, organizzata insieme a Istituto Luce, Courmauyeur Noir e alle scuole di Lamezia Terme, Roma, Catania.

Nella cittadina calabrese arriva anche il Parto delle Nuvole pesanti con un nuovo progetto, in musica e immagini, Terre di musica. Viaggio tra i beni confiscati alla mafia, Editrice Zona, che documenta in un percorso a tappa da Corleone a Trapani, dalla Piana di Gioia Tauro ad Isola Capo Rizzuto, da Mesagne a Cerignola, da Casal di Principe a Castel Volturno, fino a Roma, Bologna, Torino e Milano, l’esperienza dei beni confiscati, raccontando le storie di quanti, spesso giovani, vi lavorano tra mille difficoltà, intimidazioni e vandalismi, visto che i beni confiscati non rappresentano solo un valore simbolico, ma anche una risorsa, un modello di sviluppo economico e sociale alternativo.

Per non dimenticare, infine, quanti hanno perso la vita per mano mafiosa, ancora in esclusiva per Trame, Luigi Lo Cascio leggerà brani su Giuseppe Fava, Peppino Impastato e Giancarlo Siani.

 

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà (Peppino Impastato)

 

Tutto il Programma, i Progetti, i Workshop, le mostre sono su www.tramefestival.it